20 anni alle spalle e altrettanti di fronte per un futuro da costruire senza paura!

Siamo entrati in un nuovo decennio. Le prime due decadi del duemila sono state molto complicate, caratterizzate da eventi che, come nel secolo scorso, hanno trasformato il Mondo che conoscevamo sotto tanti aspetti. Quello del lavoro ha assunto una molteplicità di forme e ha decisamente bisogno di vedere riattualizzati molti diritti. Abbiamo vissuto anni di crisi economica che si sono ripercossi su cittadini ed aziende.

E anche se per fortuna non abbiamo assistito a guerre mondiali, il desiderio di risolvere con le armi controversie ha coinvolto tante nazioni anche in questi 20 anni causando, al solito, migliaia di morti innocenti. Dal punto di vista dei cambiamenti climatici siamo attesi da anni di sfide che ci dovranno vedere uniti, senza pericolosi distinguo, nella salvaguardia dell’ambiente e nella cura del nostro Pianeta.

Anche sull’onda di spinte nazionaliste sono riemerse ideologie che mettono a repentaglio la democrazia e a cui, paradossalmente, strizzano l’occhio politici nazionali e locali che forse non si ricordano cosa è accaduto poco meno di 100 anni fa. Il populismo ha fatto il resto e se da un lato ha avuto il pregio di avvicinare tanti cittadini alla politica, dall’altro lato ha avuto l’immenso demerito di cercare di semplificare demagogicamente la complessità delle cose. Il clima di odio, di egoismo e di inciviltà che in questi anni è prosperato, supportato anche da un uso inappropriato dei social e dei mezzi di comunicazione, si è nutrito di ideologie “deformanti” (già condannate dalla Storia) e fake news.

Per questo decennio che dal punto di vista personale è stato ricco di soddisfazioni, ma anche di qualche grande dispiacere, auguro al nostro paese di avere una classe politica in grado di far tesoro degli insegnamenti del passato, di custodire quanto di bello ha da offrire d’Italia e di non aver paura del futuro, di osservare con attenzione e curiosità ogni innovazione dimostrando di essere sempre in grado di recepirla e adottarla quando può essere di aiuto a tutti. Per questi anni ’20 del 2000 spero anche che gli imprenditori siano possano comprendere che investire sull’innovazione e la sostenibilità e il modo migliore per far progredire il nostro paese. Auspico inoltre che i lavoratori possano trovare nuove forme di partecipazione e di tutela dei propri diritti. Vorrei che gli enti locali avessero la capacità e la volontà di progettare in infrastrutture e servizi, grazie anche alle risorse adeguate messe a disposizione da uno Stato attento alle esigenze dei comuni. Mi piacerebbe che i cittadini tutti si sentissero parte di una grande comunità solidale in cui sentimenti come altruismo e amore per la cosa pubblica soverchino ogni tipo di odio e egoismo, in cui chiunque mostri interesse per la cultura, in senso lato, sia rispettato e non deriso per il suo sapere.

Il nuovo decennio è cominciato, rimbocchiamoci le maniche insieme per costruire l’Italia del futuro con le forze migliori a disposizione del nostro paese, quelle che uniscono e non dividono.

Articoli scritti da max.frosini