A 10 anni da una tragedia che si poteva evitare

Un gigante di ferro sdraiato su un fianco che con la sua possente mole riesce ad oscurare un’intera isola e che nella sua pancia conserva il corpo di 32 persone decedute in una tragedia evitabile determinata esclusivamente dalla stupidità e dall’imperizia umana.
10 anni fa la Costa Concordia per una manovra dissennata finiva la sua navigazione contro un gruppo di scogli.
Un impatto devastante che ha causato morti e feriti e ha dato origine a quel macabro monumento ancorato per tanti mesi di fronte alle belle coste dell’Isola del Giglio.
Ricordare certi avvenimenti fa male, ma è doveroso. Innanzitutto per onorare la memoria delle vittime di questo vergognoso naufragio e poi per ristabilire la verità dei fatti, i silenzi e i ritardi dei soccorsi dovuti alle decisioni non prese dal Capitano, Francesco Schettino condannato successivamente a 16 anni di carcere.
Della Costa Concordia al largo della meravigliosa isola dell’arcipelago toscano per fortuna ad oggi non rimane nulla. Dalla nave del peso di 114 mila tonnellate sono stati recuperati il 90% dei materiali, il resto è stato smaltito come rifiuto. Per rimediare ad una tragedia che si doveva evitare è stata stimata la spesa totale di un miliardo e mezzo di euro, ma il costo più alto pagato per l’orgoglio smargiasso di un “saluto” e l’inettitudine di un comandante è stato quello di 32 vite strappate agli affetti dei loro cari.