A 30 anni dalla strage di Capaci

Un ricordo vivo e doloroso che risale ormai a 30 anni fa. Il 23 Maggio 1992 un pezzo dell’autostrada che collegava l’aeroporto di Punta Raisi con Palermo nei pressi di Capaci è stato fatto saltare in aria con 572 kg. di esplosivo e un pezzo d’Italia se ne è andato in quel momento insieme al giudice Giovanni Falcone a Francesca Morvillo e a 3 uomini della sua scorta.
Una profonda spaccatura nell’asfalto, ma anche nella storia del nostro Paese che a pochi mesi di distanza da questa tragedia sarebbe stato ferito nuovamente dalla strage di via d’Amelio.
Nella terribile estate del ‘92 la nostra Italia sembrava in ginocchio, piegata dalla furia omicida della mafia e nel caos per l’inchiesta “mani pulite” che indagava sugli intrecci tra politica e malaffare.
Due grandi servitori del nostro stato erano stati uccisi e ideali come giustizia e verità sembravano vacillare di fronte ai colpi inferti dalla malavita, ma ancora una volta nei momenti più duri e difficili il popolo italiano ha saputo mostrare il suo orgoglio ed esempi come quelli di Falcone e Borsellino hanno spinto tutto il nostro Paese a reagire.
Dobbiamo ricordare quello che è successo e onorare due magistrati integerrimi. Dobbiamo farlo per affinché i più giovani non dimentichino ciò che è accaduto e che la mafia è un male che va estirpato per salvaguardare la legalità, il nostro futuro.