A 40 anni dall’assassinio di Walter Tobagi

Il 28 Maggio del 1980 i terroristi di estrema sinisitra della Brigata XXVIII Marzo assassinarono il giornalista del Corriere Walter Tobagi. In molti dei suoi articoli parlava dei movimenti studenteschi e di quello sindacale. Si interessò anche delle BR, dei tumulti e delle lotte che negli “anni di piombo” hanno sconvolto il nostro paese.

Walter Tobagi era un accademico e un vero giornalista che attraverso i suoi pezzi denunciò i pericoli di radicamento del fenomeno terroristico nelle fabbriche e in altri luoghi di lavoro. E’ stato ucciso per aver scritto la verità, lasciando prematuramente la moglie e i due figli.

E’ difficile raccontare il clima che si viveva in quegli anni terribili, scanditi da violenza, da morte e da ideologie folli. Un clima di terrore, lo stesso che abbiamo rivissuto anni dopo con gli attentati mafiosi a Falcone e Borsellino. La storia ci offre moniti che non possiamo ignorare. Dobbiamo far tesoro dei suoi insegnamenti, trasmetterli ai nostri giovani studenti, per costruire un futuro che non ripeta i tragici errori del passato. Non si può morire per aver cercato di informare la collettività, attraverso articoli precisi e rigorosi, della situazione che si era creata; per mettere in guardia sui pericoli della radicalizzazione di certe ideologie. Walter Tobagi perse la vita per questo. E’ giusto ricordarlo affinché certe tragedie non si ripetano più.