A 5 anni dalla scomparsa di Giulio

Sono trascorsi 5 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni.
Il giovane ricercatore italiano dell’Università di Cambridge stava lavorando, in Egitto, alla sua tesi di dottorato sui sindacati del paese. Il suo corpo esanime e con evidenti segni di torture fu trovato abbandonato al lato di una strada.

Dopo una lunga inchiesta la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro persone, appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha speso, in questi giorni, parole di elogio per l’attività della procura romana che in mezzo a molte avversità, è riuscita a concludere le indagini.

A differenza dell’Italia però l’Egitto reputa ancora “ignoti” gli assassini di Giulio Regeni. Per questo motivo come ha dichiarato il Presidente Mattarella è giusto attendersi una “piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.

Mai come in questo caso il nostro Paese (o perlomeno gran parte del nostro Paese) e le sue istituzioni, dai singoli comuni alle più alte cariche dello Stato, hanno sostenuto la battaglia di Claudio e Paola, genitori di Giulio, affinché venga alla luce l’intera verità su questa vicenda.
E’ doveroso pretenderla. Per affermare i principi di giustizia in cui crediamo. Per Giulio.

Articoli scritti da Lucia Ciampi