A Cascina, nel Giorno della Memoria, c’è chi può esprimersi…l’ANPI no!

Quando ho avuto modo di leggere la notizia sono rimasta letteralmente incredula. La Giornata della Memoria è patrimonio dell’umanità, è una ricorrenza dolorosa, ma essenziale, forse anche un po’ “scomoda” perché ci ricorda fino a che punto si può spingere l’odio umano. Gli abomini, le torture, le barbarie che nostri simili hanno perpetrato su altri esseri umani, come noi, dovrebbero essere inconcepibili per ogni intelletto dotato di raziocinio.

Durante una commemorazione come questa tutte le associazioni che possono portare una testimonianza dovrebbero essere ascoltate in religioso silenzio.

Per questo motivo sono rimasta esterrefatta quando sono venuta a sapere che nel Comune di Cascina durante la celebrazione della Giornata della Memoria è stato impedito all’Associazione ANPI di parlare.

Ci riferiamo all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, quella che ha annoverato persone che hanno perso la vita per liberare il nostro Paese da un regime. Lo stesso regime nazi-fascista che si è macchiato di atrocità inenarrabili.

Trovo inconcepibile che ad un’associazione che ha chiesto di intervenire in un Consiglio Comunale aperto per offrire il proprio contributo ad una celebrazione che, ripeto, dovrebbe essere di tutti, non sia concesso di parlare.

Rimediare ad un atto del genere è impossibile. Spero solo serva da monito ai cittadini cascinesi che nelle passate elezioni hanno dato la preferenza ad un partito e ad una maggioranza che nella sua “liberalità” non concede la parola ad un’associazione che forse individua come un avversario politico. Del resto Salvini usa spesso l’espressione “liberiamo la Toscana”, ecco sarebbe da far notare a lui e ai suoi sodali che se oggi possiamo tenerci stretta la democrazia è merito anche di quei partigiani che ci hanno davvero “liberato” da un regime. Farli esprimere sarebbe stato democratico.

Articoli scritti da max.frosini