Addio Maestro!

Un maestro, un genio, un incredibile innovatore che mancherà tantissimo al panorama musicale e culturale italiano e mondiale.
Franco Battiato ci ha lasciato, ma ci ha lasciato anche un patrimonio di straordinaria bellezza da riascoltare e riscoprire.
Ha sublimato il concetto di amore ne “la Cura”, ma ha anche cantato la passione più istintiva e terrena. In equilibrio costante tra filosofia e materialismo, tra ricerca dello spirito e leggerezza.
Nei suoi testi è riuscito ad unire la colta consapevolezza e alcuni riferimenti tutt’altro che banali, con le abitudini più quotidiane creando delle vere e proprie poesie sonore.
Battiato è riuscito a spaziare dai suoni dell’orchestra a quelli dell’elettronica, dal pop più raffinato ed etereo al rock più ruvido.
Citare i titoli dei suoi brani più celebri è perfino superfluo, ma come non ricordare quel “Centro di gravità permanente” che tutti abbiamo cercato nella nostra vita, l’avventura visionaria di “I Treni di Tozeur”, la magia sospesa di “E ti vengo a cercare”, la scanzonata “Cuccuruccu”, il sapere spirituale e il rifiuto della modernità di cui è intrisa “L’era del cinghiale bianco”, le suggestive atmosfere di “Alexander Platz”.
Tra metafore, melodie raffinatissime, giochi di parole, allusioni, richiami a mete esotiche, colte citazioni, illuminati pensieri filosofici, profonde riflessioni, Franco Battiato attraverso le sue canzoni ha “inciso” tracce indelebili nella mente e nel cuore di tanti appassionati di musica ben felici di “perdersi in questo incantesimo”. Un saluto al Maestro e un sincero grazie per tutte le meravigliose composizioni che ci ha lasciato.

Articoli scritti da Lucia Ciampi