Addio, Maestro.

Ha voluto scrivere anche il suo necrologio. Ha salutato con amore sua moglie, ha ringraziato figli e nipoti e rivolto un pensiero anche a chi, da sempre, ha seguito con passione la sua musica. E’ uscito di scena con la signorilità e la discrezione che lo hanno contraddistinto per tutta la vita, uno degli ultimi Maestri della musica italiana, Ennio Morricone.

Insieme a Sergio Leone ha scritto alcune delle pagine più belle della storia cinema, dando prova a tutto il Mondo che l’arte non ha bisogno di grandi mezzi. “L’arte è puro talento” era solito dire. E nelle perfette melodie che il Maestro ha composto nella sua carriera, il suo immenso talento si poteva ascoltare nella sua più completa espressione.

Le sue immortali partiture non rimarranno semplici note sulla carta, ma emozioni nel cuore e nella testa di chi ha avuto il piacere di sentirle. Da questo punto di vista la sua collaborazione con Sergio Leone, a mio avviso, entra di diritto nella leggenda. Le immagini dei film e dei personaggi del regista Romano rimarranno per sempre legati alla musica di Ennio Morricone e, allo stesso modo, basta richiamare alla memoria un refrain, una sinfonia del Maesto per rivedere le scene di alcune pellicole che rappresentano, letteralmente, la poesia del cinema.

La passeggiata dei bambini di “C’era una volta in America” con in sottofondo le struggenti note di un colonna sonora che ha fatto commuovere chiunque abbia un cuore, il celebre motivo del “Triello” nella scena finale de “Il buono, il brutto e il cattivo” o ancora le indimenticabili melodie di “per un pugno di dollari” o di “Giù la testa”. Fare un compendio delle meraviglie che la coppia Leone-Morricone ha scolpito nell’immaginario di ognuno di noi sarebbe comunque riduttivo. Come riduttivo risulta del resto legare esclusivamente ai film di Sergio Leone, l’arte di Morricone che ha composto per grandissimi registi del cinema mondiale conquistandosi l’ammirazione di ognuno di loro. Quentin Tarantino, ad esempio, è stato uno dei suoi più grandi sostenitori. E l’ultimo oscar che il Maestro ha sollevato, per la colonna sonora di The hateful Eight, è quello per cui voglio ricordarlo. Commosso per l’ammirazione che ha saputo suscitare, per le mozioni che ha saputo regalare, per i sogni che ci ha insegnato a vivere. Addio, Maestro.

Articoli scritti da max.frosini