Alla consegna del Prix de l’Europe a Amilly

Il primo weekend di Luglio ho avuto il piacere di essere stata invitata ad Amilly a rappresentare il Parlamento italiano nella cerimonia di consegna del Prix d’Europe alla cittadine francese che già conoscevo perché gemellata con Calcinaia.
E’ stata l’occasione propizia per ritrovare un amico come Gérard Dupaty, Sindaco di Amilly e festeggiare insieme agli amici catalani e tedeschi, ad alcuni parlamentari europei del Consiglio d’Europa e ai rappresentanti del del parlamento francese e della Regione Centre-Val de Loire, questo prestigioso riconoscimento.
In questo contesto ho avuto modo di fare una riflessione su quanto la fratellanza e lo spirito di collaborazione tra le diverse nazioni europee sia indispensabile per affrontare al meglio le sfide che il futuro ci riserva.
Il Prix d’Europe è stato attribuito alla città di Amilly nel 2020 quando il virus Covid-19 stava velocemente contagiando gran parte della popolazione europea, limitando le nostre libertà, causando disagi di ogni tipo e, peggio ancora, mietendo vittime. In quel frangente le nostre nazioni si sono chiuse, abbiamo alzato barriere e pensato che vietare l’ingresso a cittadini provenienti da altri paesi ci avrebbe aiutato a contenere l’epidemia. Non è stato così, anzi abbiamo potuto porre un freno alla pandemia solo attraverso la somministrazione dei vaccini, frutto della cooperazione, della collaborazione, dell’unione di intenti e di ingegni che ha messo in contatto, in modo “virtuale” s’intende, i ricercatori di ogni area del Mondo.
Allo stesso modo di fronte al nuovo e spaventoso scenario dell’insensata guerra scatenata da Putin in Ucraina, abbiamo potuto sperimentare come solo attraverso la convinta coesione di tutti i paesi europei, siamo in grado di reagire e offrire una risposta univoca ad un’aggressione che semina morte e crea ripercussioni a livello globale.
Due circostanze esemplificative del fatto che di fronte a scenari mondiali di enorme complessità, pensare di agire individualmente o di chiudersi a riccio nella speranza che certe questioni non ci riguardino è segno di incoscienza, di incapacità di affrontare una realtà che ci interroga continuamente sulle migliori risposte da dare per permettere alla nostra Europa e ai nostri cittadini di vivere bene e in pace.
Infatti è solo aprendosi agli altri, conoscendo nuove culture, condividendo valori e principi che si può pensare di evitare di cadere nella spirale di nazionalismi che vanno nella direzione opposta ed è quello Amilly sta facendo da tanti anni attraverso la Festa dell’Europa che nel 2022 è giunta alla 16esima edizione e che ha portato all’onore tanti paesi europei permettendo di conoscere tradizioni e culture tanto diverse, quanto affascinanti.
E credo sia doveroso citare anche l’impresa del Rallye d’Europe (una staffetta che in anni differenti ha unito Amilly e i comuni gemellati) che forse è la metafora più bella del percorso che, insieme, cittadini di nazioni diverse intraprendono superando confini condividendo, quella strada che porta a nuovi incontri che favoriscono il dialogo e la pace. Nel 2019 ho avuto il piacere di veder partire da Calcinaia il Rallye d’Europe ispirato a Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte e venerdì 1 Luglio abbiamo celebrato un’altra grande impresa che ha portato podisti e ciclisti di 4 nazioni diverse (tra cui anche il Vice Sindaco di Calcinaia, Flavio tani e l’Assessore allo Sport, Giulio Doveri) a correre sulla stessa strada che li ha portati ad Amilly.
Credo sia una metafora perfetta del cammino che tutti noi siamo chiamati a compiere per l’Europa e per la pace. E’ stato davvero un piacere e un onore condividere per un weekend i bei momenti della Festa dell’Europa. Grazie a Gérard, agli amici di Amilly, a quelli di Vilanova e a tutte le persone che credono in un’Europa coesa e unita grazie ad esperienze come quelle che solo il gemellaggio riesce a far provare.