Amazzonia burning

Siamo così concentrati sulla più pazza crisi del Mondo, scatenata nel bel mezzo dell’estate da un Salvini in formato Papeete Beach, da perdere di vista ciò che nel Mondo sta accadendo. E, come spesso succede, anche quello che avviene dall’altra parte del Pianeta ci coinvolge o è lo specchio del momento caotico e distruttivo che stiamo vivendo.

L’Amazzonia sta letterlamente bruciando. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si conta un aumento degli incendi dell’85%. Il polmone verde del pianeta sta andando a fuoco.

Il presidente Bolsonaro, tanto caro a Salvini e come lui indifferente ai problemi ambientali, si comporta come il suo alter ego italiano. Scarica la colpa di questa situazione sulle ONG. Secondo la fantasiosa visione di Bolsonaro le ONG avrebbero appiccato incendi per danneggiare l’immagine del suo Governo che non può contrastare le fiamme per mancanza di fondi.

Una presa di posizione ridicola che fa invidia a quelle adottate dal leader del Carroccio per non affrontare un problema di interesse mondiale.

Stiamo perdendo l’Amazzonia e non ce lo possiamo permettere.

In realtà questa deforestazione dolosa pare essere guidata per consentire ai pastori e all’agricoltura industriale di fornire più prodotti da esportare anche in Europa.

E il Presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in questo periodo, ha preso provvedimenti che assecondano indubbiamente i voleri della lobby dei latifondisti.

Il meccanismo è quello ben noto a tutte le destre populiste che sono alla guida di importanti nazioni. Per arrivare a certi obbiettivi che mirano soprattutto a consolidare consenso e interessi personali, si gioca sulla pelle degli uomini (e non solo degli indios brasiliani, ma degli abitanti dell’intero Pianeta).

Si sfrutta una situazione che si è venuta a creare per fare in modo che i cittadini siano indignati, abbiano paura. Poi si punta il dito contro presunti colpevoli cercando di incanalare in un solo verso la rabbia crescente del paese.

Nel frattempo ci stiamo giocando il polmone verde del Mondo, una biodiversità che non ha eguali, e l’intero ecosistema della Terra. Senza l’Amazzonia il nostro Pianeta rischia di surriscaldarsi ancora con evidenti problemi che si ripercuoteranno a tutte le latitudini e sul futuro dei nostri figli e nipoti.

Il tema ambientalista non può passare in secondo piano in momenti critici come quelli che stiamo vivendo oggi.

Articoli scritti da max.frosini