Buon Viaggio, Luis!

“Non serve a niente
una porta chiusa:
la tristezza non può uscire
e l’allegria non può entrare”.

Questa è solo una delle tante, poetiche, stupende immagini che ha dipinto a parole Luis Sepulveda, scrittore cileno dallo straordinario talento.

La sua avventurosa vita di combattente, nel Gap a fianco di Salvador Allende fino al golpe di Pinochet, di viaggiatore instancabile, di scrittore impegnato e civile, ne ha fatto un capostipite della letteratura sud americana contemporanea.

Dopo aver fatto della sua stessa esistenza un esempio di come poter superare con un colpo di ali ogni ostacolo, se ne è volato via. Ci ha insegnato a farlo come il gatto del suo celebre racconto.

Ci ha insegnato che la cultura, il romanticismo e la poesia possono sostenerci e farci affrontare senza alcuna paura, qualsiasi altezza.

Ci ha insegnato che la condivisione, l’altruismo e l’impegno sociale ci possono far spiccare il volo come individui e come società.

Ci ha insegnato che la storia è fatta di episodi e che coltivare la memoria è il modo migliore per spargere dei buoni semi di futuro per le nuove generazioni.

“La memoria è la pietra angolare che sostiene tutta la mia architettura di uomo e scrittore” asseriva Sepulveda.

Non dimentichiamoci dei suoi insegnamenti, dei suoi romanzi (da “Patagonia Express” al “Mondo alla fine del Mondo”, da “Un nome da torero” al “Vecchio che leggeva romanzi d’amore”), del suo esempio. Buon viaggio Luis.

Articoli scritti da max.frosini