Chi non sa chiedere scusa non conosce il vero coraggio

Non costerebbe niente e farebbe capire che, invece di una macchietta istituzionale che pondera ogni sua mossa in funzione della sua personale propaganda elettorale, anche lui è un essere umano capace di riconoscere i propri sbagli e alcune frasi davvero poco felici.

Era il 4 Gennaio 2016 quando Salvini dichiarava esattamente queste parole “la sorella di Cucchi mi fa schifo. Si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda. Difficile pensare che ci siano carabinieri che pestano per il gusto di pestare”. E invece il processo ha dimostrato il contrario, stando alle dichiarazioni proprio di un carabiniere, Stefano Tedesco. Un Ministro dell’Interno coscienzioso chiederebbe perdono alla sorella di un ragazzo che in tutti questi anni ha lottato solo per amore della verità.

Una verità questa che non solo restituisce la dignità alla famiglia di Stefano, ma anche a tutti gli uomini e le donne dell’Arma che ogni giorno svolgono con impegno il loro lavoro a difesa dei cittadini. Non a caso anche il comandante dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri, poco meno di un mese fa si è rivolto ad Ilaria Cucchi facendo presente che anche l’Arma era impaziente di sapere come erano andate le cose per “adottare i conseguenti provvedimenti verso chi ha mancato ai propri doveri e al giuramento di fedeltà”. Parole che hanno spinto Ilaria Cucchi a dichiarare “la lettera del generale Nistri è tornata a scaldarmi il cuore. A scacciare il senso di abbandono che ho vissuto in questi nove anni. Oggi finalmente posso dire che l’Arma è con me”.

L’unico che non ha chiesto scusa ad Ilaria è quello che prima di tutti avrebbe dovuto farlo, cioè Matteo Salvini, sia perché adesso è un Ministro dello Stato italiano, sia perché certe parole fanno accapponare la pelle, a maggior ragione se arrivano da un leader politico. Non è mai troppo tardi per rimediare anche perchè “chi non sa chiedere scusa non conosce il vero coraggio”.

Articoli scritti da max.frosini