Ci vuole una scienziata…

Oggi si celebra la Giornata Internazionale per le donne e le ragazze della scienza. Un momento importante per fare qualche riflessione sulle disuguaglianze che ancora si avvertono nel nostro Paese e che penalizzano bambine e ragazze.

Forse la nostra società non ha ancora ben maturato la consapevolezza del gap di genere che esiste e incide profondamente sulle opportunità educative che offriamo  alle nuove generazioni, eppure i dati sono a dimostrare chiaramente come fin dall’infanzia sussistano differenza che si fanno più marcate durante il percorso scolastico di ogni alunna.

Alla fine delle scuole superiori le ragazze ottengono risultati in matematica mediamente inferiori di 9,8 punti rispetto ai ragazzi e, tra gli studenti con alto rendimento nelle materie scientifiche, solo 1 ragazza su 8 si aspetta di lavorare come ingegnere o in professioni scientifiche, a fronte d 1 su 4 tra i maschi.

Tutto ha origine dall’errato ed atavico pregiudizio secondo cui il genere femminile sia naturalmente “più portato” per le materie umanistiche. Uno stereotipo assolutamente privo di fondamento, ma che per anni ha condizionato la vita di molte donne.

Il percorso scolastico di bambine e ragazze è ancora costellato di ostacoli e ha chiari riflessi anche nel mondo del lavoro: nelle aree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), le giovani rappresentano il 41% dei dottori di ricerca, il 43% dei ricercatori accademici, solo il 20% dei professori ordinarie e tra i rettori italiani solo il 7% sono donne.

Per questo motivo trovo molto significativa la campagna di Save the Children lanciata proprio in occasione di questa giornata (con gli hastag #senzadilei #noncivuoleunascienza #civuoleunascienziata) e volta ad ottenere politiche concrete nel campo delle pari opportunità che possano favorire l’annullamento di questo gap.

Articoli scritti da max.frosini