Cognomi e parità

In tema di parità di genere la Corte Costituzionale ha nuovamente anticipato le istituzioni dichiarando discriminatoria e lesiva dell’identità dei figli la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre al nascituro.
La norma attuale non consente ai genitori (anche se di comune accordo) di attribuire al figlio solo il cognome materno. Ma la legge in vigore non fa solo questo, prevede infatti, in mancanza di accordo, di imporre al nuovo nato il solo cognome paterno. Evidenti storture che, come ha fatto notare la Consulta, contrastano con la nostra Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Da tempo il Partito Democratico chiede al Parlamento di intervenire in materia e adesso credo che il Parlamento non possa accampare altri alibi per non arrivare al più presto alla definizione di una normativa moderna, più equa che tenga in considerazione il volere di entrambi i genitori e possa, anche in questo ambito stabilire una legittima uguaglianza, come sancisce peraltro la nostra lungimirante Costituzione, approvata ben 75 anni fa e quanto mai attuale.

Articoli scritti da Lucia Ciampi