Con il lavoro si vive, non si deve morire!

685. Un numero pauroso che fa letteralmente rabbrividire. E’ il tragico conteggio delle morti bianche, ovvero degli infortuni mortali che si sono registrati sul posto di lavoro (o in itinere) da gennaio ad agosto di quest’anno.

Una statistica che non possiamo accettare passivamente e che è tuttora in corso di aggiornamento. Basti pensare solo che lo scorso 11 Ottobre n provincia di Pisa, precisamente a San Miniato un uomo di 57 anni è deceduto mentre stava lavorando nei pressi di un oleodotto.

Domenica 13 Ottobre l’ANMIL (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) ha organizzato in tutta Italia la 69esima Giornata per le vittime sugli incidenti del lavoro, presentando alcuni terribili dati.

Tra le morti bianche di questi primi 8 mesi dell’anno figurano 627 uomini e 58 donne. La morte non ha colore né età, né provenienza geografica. Tuttavia nel Nord Italia si verificano il maggior numero di incidenti mortali ovvero 300 a cospetto dei 141 registrati al Centro e dei 211 occorsi a Sud e nelle isole. La fascia di età maggiormente colpita è quella che va dai 35 ai 59 anni (433 morti) e le vittime sono sia italiani (559) che stranieri (126).

I settori dell’industria manifatturiera, delle costruzioni e dei trasporti sono quelli maggiormente colpiti e forse è proprio da questa statistica che dobbiamo ripartire per mettere in sicurezza il lavoro, pretendere che siano rispettate le norme vigenti, che i macchinari siano efficienti e che i lavoratori possano operare con le dovute accortezze e senza mettere a rischio la propria vita.

Perché si può amare il proprio lavoro da morire, ma non si può morire sul posto di lavoro. Dietro ogni persona che muore nell’adempiere il proprio dovere ci sono famiglie lacerate che piangono la scomparsa di un loro caro e che si trovano a far fronte a tragedie che non possono più essere accettate. Qualsiasi lavoro può essere svolto in sicurezza. Basta pretendere le dovute precauzioni ed evitare che si propongano e si accettino turni disumani.

Articoli scritti da max.frosini