Con Lega e 5Stelle legalità e sicurezza delle opere pubbliche non vanno in cantiere!

L’ennesima sciagura che piomba sull’Italia. Un altro provvedimento targato Lega e Movimento 5 Stelle pronto a far ritornare indietro anni-luce il nostro paese. Se il Governo giallo-verde mettesse un decimo dell’impegno che investe nella propaganda politica o nello scegliere i nomi dei decreti, anche per studiare i possibili risvolti di certi provvedimenti, sicuramente non ci troveremo di fronte a disposizioni come lo “Sblocca cantieri” che faranno ritornare il nostro paese “indietro anni luce” da molti punti di vista.

E lo dico ben sapendo quanto questo influirà sulle opere pubbliche che, ad esempio, possono essere varate dalle amministrazioni comunali, soprattutto da quelle virtuose.

Innanzitutto il decreto “sblocca cantieri” approvato in parlamento avrà il grandissimo pregio di rallentare ogni realizzazione e, oltretutto, peggiorare la qualità dei lavori, la loro messa in sicurezza e, cosa ancora più grave, pregiudicarne trasparenza e legalità come ha del resto dichiarato il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), Raffaele Cantone .

Effetti che si possono facilmente intuire da una lettura neppure troppo approfondita del decreto. Vi spiego in due parole perché. Partiamo proprio da quest’ultimo aspetto. Il decreto prevede una soglia molto alta per l’affidamento diretto dei lavori. Per opere di valore inferiore ai 150mila euro si potrà, in maniera “arbitraria”, decidere l’impresa che porterà avanti i lavori. Inutile sottolineare come questa decisione possa, come evidenzia Cantone, aumentare i fenomeni corruttivi.

In secondo luogo, fino ad adesso, era in vigore il sistema dell’offerta più vantaggiosa per l’affidamento dei contratti. In pratica finora era possibile scegliere a chi affidare la realizzazione dell’opera pubblica non solo in base al costo dell’opera, ma anche alla qualità oggettiva dei materiali utilizzati per i lavori e a tanti altri fattori. Il decreto invece depotenzia questa possibilità ormai ben olita, introducendo nuovamente la regola del massimo ribasso, vale a dire che la ditta che fa il prezzo più basso si aggiudica l’opera pubblica. Una scelta scellerata che, non a caso, nel passato ha portato molte imprese a cercare di ridurre al massimo i costi degli appalti, risparmiando sui materiali utilizzati e quindi compromettendo spesso la sicurezza stessa dell’opera pubblica. Non si può piegare alla logica del “fare” il principio del “fare bene”. Il decreto invece sacrifica la qualità a discapito di un presunta velocità.

Cosa peraltro non vera, considerato che, ad eccezione degli affidamenti diretti, quelli sotto la soglia dei 150mila euro, per avviare lavori più consistenti e quindi più importanti per i comuni e le città, le procedure si complicano moltissimo (per lavori sopra il milione di euro è necessario indire un bando aperto di natura europea rischiando di avere moltissimi concorrenti e quindi troppe offerte da vagliare) e come se non bastasse, si aumenta la possibilità di subappalto fino al 40% dei lavori e si blocca la riduzione delle strutture appaltanti.

Insomma una vera e propria catastrofe a firma Lega e 5 Stella che riguarderà da vicino comuni e città e, quindi, tante comunità.

Articoli scritti da max.frosini