Contro la logica del cattivo gusto. Non tutto quello che fa tendenza merita di essere visto.

Ho preferito attendere qualche giorno prima di esporre il mio pensiero su una querelle che non ha grande sostanza, ma che, a mio avviso, può segnalare il livello di attenzione che come “sistema Italia” dovremmo avere nei confronti dei social e del loro uso distorto.

Striscia la Notizia, ha diffuso nei giorni scorsi un video sulla giornalista Rai, Giovanna Botteri, filmato che sono andata a rivedermi prima di esprimermi a riguardo. Nella clip non si fa satira su una dichiarazione della giornalista, ma si fa riferimento al fatto che per molti giorni si è mostrata in video con la stessa maglietta e la solita acconciatura, poi sull’aria di una celebre canzone di Giorgio gaber si accenna al fatto che finalmente, l’inviata della RAI, ha deciso di farsi uno shampoo o meglio una messa in piega.

Il servizio è stato molto criticato, si è parlato apertamente di “bodyshaming” e Antonio Ricci e Striscia la Notizia si sono difesi affermando di aver in qualche modo stemperato gli animi degli odiatori seriali della rete, mostrando che finalmente la giornalista RAI ha deciso di cambiare look.

Una vicenda sicuramente non appassionante, ma che permette qualche riflessione. Nel filmato del programma televisivo, qualunque siano le intenzioni successivamente asserite da Ricci, in sostanza si offre una cassa di risonanza agli insulti del web contro la giornalista. Non so se possa essere definito “bodyshaming”.
Chiamatelo come più vi aggrada, io lo definisco “cattivo gusto”. Come, a mio avviso, sono di cattivo gusto altri servizi di Striscia che ho potuto vedere in questi giorni e che hanno ad oggetto le trasformazioni che alcune donne di spettacolo hanno deciso di fare, col tempo, al loro aspetto fisico.

Anche in questo caso è probabile che siano “riflessioni profonde” che arrivano dal web, da persone che hanno compreso come attirare e canalizzare l’attenzione di tanti social-patici creando “traffico”. Una parola magica che per chi decide di creare notizie e cerca di fare soldi diffondendole in rete.

Allora perché dare sponda a questi individui? Forse è arrivato il momento di stigamtizzare certi comportamenti. Non tutto quello che è molto visto, seguito o “discusso” sul web merita la nostra attenzione. A volte è meglio ignorare certi commenti volgari, piuttosto che leggerli o, addirittura farci un servizio sopra. Mi piacerebbe che anziché essere assuefatti dalle notizie che si trovano sulla rete fossimo capaci di scegliere, discernere e selezionare. Se non riusciamo a distinguere tra satira e cattivo gusto, tra notizie vere e notizie false, se non riusciamo a dare importanza più a quello che si dice piuttosto a come è vestito (o carina/o agghindata/o) chi lo dice, difficilmente potremmo sperare di contribuire all’avanzamento culturale del nostro Paese e di affermare l’importanza della conoscenza tra i nostri ragazzi.

Articoli scritti da max.frosini