Coraggio e iniziativa. La Confederazione Europea può avvicinare la pace

Le esplosioni registrate in Transnistria in questi giorni sono preoccupanti, la minaccia di dare avvio alla terza guerra mondiale è terrificante, l’ipotesi di utilizzare la bomba atomica è agghiacciante. Le dichiarazioni che arrivano dalla parte russa del conflitto non sono affatto rassicuranti e non lasciano presagire, perlomeno a breve, sviluppi di pace per una guerra che ha già devastato un Paese e causato troppe vittime.
La diplomazia è lo strumento più importante che abbiamo per arrivare ad un cessate il fuoco, le sanzioni alla Russia sono sistemi efficaci per spingere Putin verso quella strada, ma serve un passo avanti di tutta l’Europa per far comprendere che la pace è l’unica soluzione plausibile al conflitto.
Ho trovato da questo punto di vista coraggiosa e seria la proposta del Segretario del Pd, Enrico Letta di aprire le porte all’Ucraina e ai Paesi che intendono difendere democrazia e libertà. Una confederazione europea composta dalle 27 nazioni che fanno parte dell’UE e da Ucriana, Georgia, Moldavia, Nord Macedonia, Serbia, Montenegro, Albani, Bosnia, Kosovo, potrebbe essere utile per condividere scelte strategiche comuni che possano indirizzare la guerra verso una soluzione pacifica, ma anche garantire un rafforzamento dell’Europa e salvaguardare il futuro di alcuni Paesi.
E’ il momento di prendere l’iniziativa, mostrare audacia, anche per far vedere a Putin che l’Unione Europea rivendica la sua centralità nella geopolitica mondiale e soprattutto non intendere negoziare su valori quali libertà e democrazia.