Decreto sicurezza? no, grazie!

L’applicazione del Decreto Sicurezza porterà sul nostro territorio, paradossalmente, un maggior numero di immigrati non regolari e, conseguentemente, maggiore insicurezza per tutti i nostri concittadini. Negare la protezione umanitaria trasformerà infatti, dalla sera alla mattina, decine di migliaia di persone in clandestini che non potranno trovare un’abitazione o un lavoro, a meno che non sia irregolare. Per non parlare dell’impossibilità di iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe, cosa che renderà impossibile prestare cure sanitarie oppure fare in modo che i loro figlia vadano a scuola. Per cui rischiamo più contagi ed epidemie e gente disperata che sarà disposta a tutto pur di guadagnare dei soldi. Aldilà della pura propaganda politica non so come questo possa giovare al nostro paese. Alcuni Sindaci si sono ribellati al Decreto, altri si sono apertamente dichiarati contrari pur vedendosi costretti ad applicarne le disposizioni, come i primi cittadini dei comuni dell’empolese valdelsa che hanno diramato un nota che anche noi, Sindaci dei Comuni dell’Unione Valdera, abbiamo sttoscritto.

La propongo anche a voi: “Come amministratori non possiamo che applicare le disposizioni in vigore fintanto che non intervenga una pronuncia di incostituzionalità, la cui questione può essere sollevata di fronte alla Corte costituzionale da un Giudice o da una Regione, oppure una modifica in Parlamento così come richiesto anche dall’Associazione dei comuni italiani. Tuttavia riteniamo che la cancellazione del permesso per motivi umanitari costituisca una grave menomazione del sistema di asilo, che solo in minima parte sarà surrogato dal nuovo status di protezione speciale per rischi di persecuzione o tortura; genera inoltre una grossa incertezza su procedimenti amministrativi e giudiziari in corso, soprattutto in coloro che alla data di entrata in vigore del DL avevano presentato domanda di protezione internazionale o il ricorso a seguito di un primo rigetto. Per quanto riguarda la permanenza nei centri, se i richiedenti asilo – e solo loro – potranno ancora essere accolti nei CAS, chi ha ottenuto un permesso per motivi umanitari viene espulso dal sistema di accoglienza; in conseguenza di questa grave disparità di trattamento, si lascia fin da subito i migranti senza sostegno materiale ma con titolo a rimanere nei nostri territori. Risultato di tutto questo non sarà certo più sicurezza, ma l’aumento della percezione di allarme sociale, sul quale finora si è speculato a fini elettorali.

Le persone che non hanno più dimora e possibilità di accesso ai servizi, saranno con più facilità intercettate dalla criminalità aumentando insicurezza dei cittadini, oltre ad aumentare il clima di odio nei confronti di queste persone. Infine la nuova legge ha stabilito che il permesso di soggiorno per richiesta asilo “non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica”. Applicando la legge, non potranno più essere effettuate iscrizioni anagrafiche sulla base del solo permesso di soggiorno per richiesta di asilo. Sbaglia chi pensa che cancellare il diritto alla residenza nel territorio dove ha sede il centro di accoglienza sia un modo per creare fantasmi nelle nostre comunità: vigileremo affinché i richiedenti asilo, in quanto regolarmente soggiornanti sul territorio, abbiano la stessa parità di trattamento e di accesso ai servizi pubblici degli altri cittadini stranieri e di chi ha ottenuto la protezione internazionale. Come Unione Valdera siamo pronti a dare il nostro contributo per trovare soluzioni diverse. A questo proposito sosteniamo l’azione della Regione di attivarsi per fare ricorso contro il DL sicurezza alla corte costituzionale”

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