Fascisti di ritorno

Ogni volta che si tira in ballo in ballo la parola “fascismo” ne prendono con freddezza le dovute distanze, salvo poi chiudere un occhio sulle occupazioni abusive di CasaPound (il Ministro dell’interno non ha fatto niente per quelle romane, ad esempio), o ritrovarsi a cena con i loro esponenti di spicco (nel 2015, i selfie Matteo Salvini li faceva con i fascisti del terzo millennio) o addirittura sponsorizzare post di una pagina Facebook (cosa che per un politico ritengo peraltro degradante ed umiliante) come ha fatto il giovane deputato leghista, Edoardo Ziello. Su questo tema, vorrei condividere con voi il pensiero del Sindaco di Bientina, Dario Carmassi, che condivido pienamente e che è stato testimone di questa vicenda:

Ho una piccola storia da raccontare. Il fatto è semplice: un Deputato paga Facebook per entrare in contatto con persone interessate al fascismo. Nel dettaglio è Facebook a spiegarlo: ‘un motivo per cui vedi questa inserzione’ si legge nella nota ‘è che Edoardo Ziello desidera raggiungere le persone interessate a Fascismo’.

Il corto circuito che si scatena è notevole. E francamente mi ripugna. Come mi dà fastidio (e l’ho appena segnalato) che Facebook permetta ciò.

Ma non è tutto. Lo stesso parlamentare, sempre sui social, proprio ieri ha affermato che la sinistra dovrebbe smettere di inventarsi ovunque la presenza del fascismo di ritorno, che è un’ossessione sostanzialmente senza fondamento. Un’ossessione…

Come dire: nego che esista qualcuno, eppure ho appena sborsato soldi per potergli mandare un messaggio.
Penso invece che la consapevolezza di quanto il neofascismo stia crescendo e penetrando nella nostra società sia molto presente a questo parlamentare (e al suo partito). Tanto è vero che lo usa come keyword per la propria pubblicità. E anche se le preoccupazioni sono per la situazione economica italiana, per il futuro dei giovani e di chi è in difficoltà, certo, questo fenomeno non lascia tranquilli. Perché incanala rabbia e disagio, che sono elementi concreti, e se ne nutre scaricandoli poi contro minoranze e oppositori. E la nonchalance con cui sento spesso accantonare il tema è funzionale al suo stesso espandersi.

Poi penso che fare inserzioni a pagamento su Facebook per un politico sia triste e a lungo andare controproducente – lo penso in senso trasversale, sia chiaro. Ma forse su questo sono troppo snob”.

Io la penso esattamente come Dario e aggiungo che l’uso di un linguaggio offensivo e incurante di ogni forma di rispetto, la necessità di apparire ad ogni costo e quella di individuare un nemico sempre diverso su cui accanirsi, è un modo di fare molto poco civile che sta permeando, purtroppo, in ogni ambito, il nostro paese e di cui, qualcuno, si dovrebbe sentire responsabile.

Articoli scritti da max.frosini