Fraternità per ammonire ogni forma di odio. Il ricordo dell’eccidio di Kindu

Il collega e amico Stefano Ceccanti è intervenuto in aula a Montecitorio per ricordare la tragica morte di 13 giovani aviatori italiani avvenuta esattamente l’11 Novembre di 60 anni fa (1961) nel barbaro eccidio di Kindu, in una Repubblica Democratica del Congo devastata da una fratricida guerra civile che nel corso degli anni ha causato tantissime vittime.

I nostri connazionali erano impegnati da circa un anno in una missione di pace, la prima compiuta nel dopoguerra dal nostro contingente ricordata anche sulle porte del sacrario di Pisa, nel quartiere S. Marco-S.Giusto, vicino all’Aeroporto: “Fraternità ha nome questo Tempio che gli italiani hanno edificato alla memoria dei tredici aviatori caduti in una missione di pace, nell’eccidio di Kindu, Congo 1961. Qui per sempre tornati dinnanzi al chiaro cielo d’Italia, con eterna voce, al mondo intero ammoniscono. Fraternità”.

Un messaggio stupendo che occorre ripetere, anche ad alta voce per far comprendere quanto solidarietà, fratellanza e umana comprensione dell’altro possano contribuire a migliorare il nostro Pianeta.

I giovani aviatori italiani perirono in una missione di pace che allora era perlopiù sconosciuta all’opinione pubblica e al Paese, decisa dal Governo senza coinvolgimento parlamentare. Una mancanza che sarà corretta solo dopo decenni con l’approvazione del Decreto Missioni.

La pace è un valore che occorre perseguire ad ogni costo. Ai giovani ragazzi morti a Kindu il nostro Paese deve molto.

Articoli scritti da Lucia Ciampi