Fuori dal carcere, ma pur sempre una bestia

Vedere Giovanni Brusca uscire dal carcere non può lasciare indifferenti. Il solo pensare che un fedelissimo dei capi di Cosa Nostra, quello che azionò il meccanismo che innescò la strage di Capaci, quella bestia che è stato capace di sciogliere un ragazzo di 15 anni nell’acido, possa tornare ad assaporare una sorta di libertà, lascia esterrefatti. Si è pentito, ha collaborato con la giustizia e per effetto di quella legge che, come ha ricordato la sorella di Giovanni Falcone “ha consentito tanti arresti ed è stata voluta anche da mio fratello”, ha lasciato la sua cella.

Brusca continuerà a collaborare, sarà sottoposto a controlli e protezione e a quattro anni di libertà vigilata, ma resta il fatto che vedere l’immagine di un uomo reo confesso di decine di omicidi di mafia, abbandonare quello che dovrebbe essere la sua naturale collocazione, ovvero il carcere, fa rimanere senza fiato. Giovanni Brusca si è dimostrato una belva in grado di compiere azioni orribili e incapace di provare sentimenti umani ed è quello che resterà sempre ai miei occhi.

Articoli scritti da Lucia Ciampi