Grazie Liliana!

Venerdì 9 Ottobre nel borgo medievale di Rondine, ad Arezzo, la senatrice a vita Liliana Segre ha offerto ai giovani del Mondo riuniti in quella cittadella che da oltre vent’anni è sede dell’organizzazione impegnata nella formazione di giovani leader di pace, la sua preziosissima ultima testimonianza pubblica.

Le sue parole sono state come sempre schiette, sincere, toccanti. In questa occasione speciale in cui è stata inaugurata l’Arena di Janine, l’amica che Liliana non riuscì a salutare prima che fosse condotta nelle camere a gas di Auschwitz, la senatrice Segre è tornata quella bambina che a 8 anni non è più potuta andare a scuola, quella che le leggi razziali fasciste hanno fatto diventare invisibile agli occhi dei suoi compagni, quella che è stata espulsa dalla classe perché ebrea, qualla che condotta al lager nazista ha dovuto dimenticare il suo nome, diventando un numero. Come numeri ormai stanno diventando tutti gli emigrati e emarginati del Mondo.

Il suo commovente racconto del lager nazista, dove regnava un silenzio indimenticabile, solenne, perché “quando la morte è vicina le parole perdono ogni significato”, ha rapito ogni ascoltatore presente. Liliana ha raccontato di essere viva per caso, dei bulli nazisti che non riuscirà mai a perdonare e di quando vide una pistola a terra e pensò di raccoglierla “ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace con cui ho convissuto fino ad adesso”.

Chiunque in qualunque tempo cercherà di affermare che niente è accaduto, chi non riuscirà a comprendere che l’odio verso il diverso che ha portato a certi crimini mostruosi è sempre e solo odio, dovrebbe riascoltare con la testa e con il cuore quest’ultima testimonianza pubblica della senatrice Segre.

Grazie Liliana! La tua testimonianza potrà scaldare l’anima dei giovani di ogni epoca, educarli alla pace, l’unica vera salvezza per l’umanità.

Articoli scritti da max.frosini