I frutti delle campagne dell’odio

Nel centro storico della nostra Pisa, dei giovani in sella ad uno scooter lanciano candeggina sul volto di un venditore senegalese. Lo straniero è stato portato al pronto soccorso per farsi medicare agli occhi. Se l’è cavata con 10 giorni di prognosi. Un atto ignobile. Degno di un paese incivile. Pisa è da sempre la culla del sapere, quella che ha accolto tantissimi studenti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa.

Una città che ha sempre lasciato spazio alle idee, che non ha mai fatto distinzioni,fiera ddelle proprie tradizioni, ma tollerante ed inclusiva.

Il clima è cambiato. Le campagne di odio che alcuni partiti politici hanno portato avanti da qualche anno a questa parte, lasciano il segno. Ancora oggi il Sindaco di Pisa e il deputato Ziello negano tutto, parlano di strumentalizzazioni delle minoranze, ma solo degli orbi o delle persone accecate dal potere possono non accorgersi di quanto si siano esarcebate alcune forme di disprezzo.

Ma dalla violenza verbale su internet, alcuni, pochissimi, sicuramente i più stolti possono passare a quella fisica. Saranno pure episodi isolati, ma feriscono persone, persone come noi. Non basta più condannare certi gesti, d’ora in avanti bisogna chiedere scusa o assumersi delle responsabilità ben più grandi rispetto a quelle che si è volutamente evitato di prendere fino ad adesso. Ogni episodio di questo genere non può essere etichettato come “una bravata” e deve essere perseguito con la stessa veemenza con cui si fanno certe discutibili affermazioni.

Articoli scritti da max.frosini