I messaggi di odio che si susseguono sui social e nelle città

I messaggi di odio che circolano in rete e si possono perfino leggere sui muri di tante città italiane stanno assumendo contorni veramente inquietanti.
Si stanno riesumando simboli che appartenevano ad un passato ormai consegnato alla storia che tutti crediamo non possa più tornare.
Eppure la svastica che ha imbrattato a Torino la targa dedicata a Tina Anselmi, una coraggiosa partigiana nonché prima donna ad assumere la carica di Ministra nel Governo italiano è stato soltanto il prologo di un’altra ondata di odio che sta attraversando tutto il paese e che purtroppo si fa forte di alcuni simboli e parole che richiamano al nazismo, all’antisemitismo e al razzismo.
Sui muri di Roma sono apparse scritte che identificano come sionisti il PD e alcuni suoi esponenti come Emanuele Fiano e il segretario Enrico Letta. Tra i destinatari di questo messaggio c’è anche Carlo Calenda.
Mentre Karima Moual, una giornalista che tratta con competenza e professionalità temi complessi come l’immigrazione, l’Islam e i diritti delle minoranze è stata investita sui social da una valanga di minacce ed insulti che fanno paura e ribrezzo.
Messaggi aberranti come “La Meloni ti squarterà. Sei troppo stupida per vivere”, “Il futuro è nero per gli stranieri arroganti come te. Guardati le spalle! Mettiti in salvo! I femminicidi esistono! Non dire che non ti avevamo avvisata” dovrebbero essere indiscriminatamente condannati e denunciati.
Non credo sia più tollerabile un linguaggio del genere e credo sia arrivato il momento di smettere di speculare, anche attraverso slogan di dubbio gusto, su razzismo e xenofobia. Solo attraverso un’efficace campagna culturale e trasversale ad ogni partito, possiamo togliere argomenti a chi già non ne ha e interrompere una catena d’odio che avvelena il clima politico e riporta in auge spettri di un passato che non deve in alcun modo riaffiorare nella nostra società. Bollare certi gesti come folli e stupidi non basta più. La mia solidarietà a Karima e a tutti coloro che sono stati vittime di questa barbarie.