Il 25 aprile al tempo del Covid 19

Il 25 aprile quest’anno si festeggia in un’Italia colpita dalla pandemia, dalle restrizioni per i cittadini, dai timori della crisi economica e sociale incombente. Il Paese è provato, sbigottito e impaurito, costretto ad affrontare un nemico sconosciuto e inatteso che l’ha colpito e che ha sconvolto il mondo intero. Ha senso oggi celebrare il 25 aprile in mezzo a una crisi senza precedenti nella storia?

Io credo che la celebrazione del 25 aprile oggi abbia un significato particolare che rimanda alla fedeltà ai grandi valori della lotta di Liberazione e della Costituzione.

Oggi , pur chiusi nelle nostre case, dobbiamo mantenere il contatto con quanto accade e soprattutto con quei valori civili, morali e sociali che sono stati alla base della Costituzione con la nascita della Repubblica. La battaglia di oggi è l’appello alla coesione nazionale, alla democrazia.

La Repubblica è nata col sacrificio cruento degli Italiani, col sangue si è conquistata la libertà.

Celebre la lezione di Piero Calamandrei agli studenti milanesi: “Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dov’è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”.

L’unione delle democrazie fu decisiva, ma per la nostra libertà fu determinante anche il contributo del nostro popolo. Quindi la Resistenza ci insegna che esistono grandi ideali e sogni per i quali vale la pena battersi, che ci sono buone cause da far trionfare.

Allora il 25 aprile, anche in questi drammatici tempi, ci invita a trarre insegnamento dalla Resistenza, ci invita a partecipare, perché la democrazia è proprio questo: essere protagonisti del nostro domani insieme agli altri. La partecipazione ha in sé un’energia rivoluzionaria che proprio la Resistenza ha valorizzato, mettendola al centro dell’agire politico, essendo un bene che non a caso è diventato un elemento fondante della Costituzione.

La Resistenza così, lungi da essere stata un fenomeno minoritario, come alcune tesi revisionistiche hanno sostenuto, estraneo alla maggioranza della popolazione, al contrario è stata chiaro interprete del sentimento degli Italiani, quello che scaturiva dalla ribellione all’orrore delle stragi, delle leggi razziali , della persecuzione degli ebrei e che finiva per approdare alla consapevolezza della comune appartenenza al genere umano.

Questa la prospettiva positiva e costruttiva cui possono e devono contribuire i   Liberazione. Come nel ’45 il desiderio di pace e di libertà portò all’aspirazione comune a dar vita a una nuova Italia, così ora la speranza e l’impegno nel combattere un invisibile nemico e il desiderio di rinascita ci permetteranno di costruire un futuro di solidarietà e collaborazione sulle solide basi dei valori che fondano la nostra Repubblica.

W il 25 Aprile.

Articoli scritti da max.frosini