Il bonus dei “disonorevoli”

I “poco onorevoli” deputati coinvolti nel recente scandalo del bonus da 600 euro per le partite IVA dovrebbero, a mio avviso, dimettersi istantaneamente. E non per un senso di “esemplare giustizia da copertina”, ma per pura dignità.

Mi risulta perfino difficile pensare che una persona che ha avuto l’onore di essere eletto a rappresentare il popolo italiano in Parlamento e che per svolgere questo compito è adeguatamente ricompensato, possa concepire di chiedere un bonus riservato a chi vive  gravi momenti difficoltà economica causati dalla recente pandemia. Coloro che  sono stati chiamati ad occuparsi della condizione materiale e sociale del nostro Paese non possono approfittarne per mera cupidigia personale e, a parer mio, non dovrebbero più continuare a rivestire questo ruolo.

Credo che la stessa logica si possa applicare a Assessori e Consiglieri regionali che possono contare su  un’indennità più che buona per svolgere la loro attività politica.

Discorso diverso è quello che invece fa riferimento agli amministratori locali, ad esclusione di quelli chiamati ad amministrare capoluoghi o grandi città.

Ci sono infatti moltissimi sindaci, assessori e consiglieri di piccoli comuni che svolgono con impegno e dedizione il proprio ruolo, ma che vivono esclusivamente del loro lavoro visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, la loro indennità di carica (pro tempore) non glielo permetterebbe. Lo affermo a ragion veduta, ben conoscendo molte di queste realtà.

Ritengo che questi lavoratori e lavoratrici abbiano il pieno diritto di accedere ai bonus per l’attività non svolta nel periodo della pandemia. Vale inoltre la pena ricordare come molti di questi amministratori locali si siano dati da fare in modo assolutamente straordinario durante l’emergenza epidemiologica per tenere assieme le loro comunità, garantire sicurezza ai cittadini e fornire servizi, buoni spesa e quant’altro alle persone che vivevano situazioni di particolare disagio.

Quando si fa riferimento a 2000 politici coinvolti in questa vicenda, mi sembra perciò doveroso, tenere conto di queste sostanziali differenze. E per quanto riguarda i controlli trovo sia gusto che siano più efficaci e puntuali, questo però non giustifica certo quei “disonorevoli” che hanno cercato di approfittare meschinamente della situazione.

Fare politica significa mettersi a servizio della propria comunità e sono tanti quei cittadini che, non certo per gli emolumenti pubblici, assolvono con assoluta lealtà e al meglio delle proprie possibilità questa funzione.

Quei deputati e senatori che hanno richiesto il bonus di 600 euro non meritano, secondo me, di ricoprire la carica per cui sono stati eletti. La cosa più “onorevole” che potrebbero fare è perciò quella di lasciare per sempre le aule del Parlamento.

Articoli scritti da max.frosini