Il giorno degli incoscienti

Una giornata folle come l’ha definita anche il Segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, o meglio, da pazzi. Già perché credo sia stato veramente da incoscienti far cadere il Governo Draghi nella situazione economica e politica che il nostro Paese deve affrontare a livello nazionale e internazionale.

Purtroppo il 20 Luglio il Parlamento ha manifestato in maniera palese la sua incapacità di difendere l’interesse dell’Italia e degli italiani che si troveranno purtroppo a pagare il prezzo di questa scelta.

Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno rotto un patto di Governo, consci di quello che sarebbe potuto accadere: dall’instabilità dei mercati, all’aumento dei costi a carico delle famiglie.
E’ come se un gruppo di amichetti dispettosi si fossero divertiti a fracassare i vetri di una casa, la nostra casa comune, l’Italia, consapevoli che le spese di riparazione sarebbero ricadute su tutti quelli che contribuiscono alla manutenzione di questa casa, ovvero tutti noi.
Il paragone è infantile, ma calzante. Basti pensare che senza le riforme promesse da approvare entro i tempi definiti dall’UE (impraticabili senza un Governo in carica) perderemo decine di miliardi di euro.

Con questa scelta scellerata si è aperta una crisi che impedirà inoltre di varare una legge di bilancio nei tempi stabiliti, di porre un freno ai rincari che si registrano nel paese, di non avere a livello internazionale una voce autorevole per decidere i prossimi passi da fare, proprio ora che l’Europa certifica l’emergenza energetica e chiede sforzi ai paesi membri per ridurre il consumo di gas.

L’unica cosa chiarissima in uno scenario che prevede tempi molto cupi, è che il PD ha sempre sostenuto con lealtà il Governo Draghi e fatto il possibile per evitare questa crisi al buio.
Fino alla fine il PD si è speso per convincere chi faceva parte della maggioranza a guardare agli interessi del Paese piuttosto che a quelli di partito. Uno sforzo che è risultato vano, ma di cui sono certa gli elettori si ricorderanno quando saranno chiamati alle urne e la vita reale avrà chiesto il conto a tutti noi di quello che è accaduto quando qualcuno ha deciso di porre fine a quest’esperienza di Governo di unità nazionale.