Il limite invalicabile

Credo sia arrivato il momento di fissare un limite invalicabile. Sapere, essere informati, parlare con cognizione di causa delle cose che si conoscono, magari anche con proprietà di linguaggio, non è da “radical chic”, da “sapientoni”, da chi si “crede un genio”. Dovrebbe semplicemente essere la normalità. Al contempo, pur sapendo che la mia opinione vale quella di chiunque altro, se sono cosciente di non sapere molto dell’argomento di cui si sta trattando, taccio.

Questo non significa che non posso esprimere il mio parere su quel tema, solo che mi rendo conto che non sono in grado di farlo in quel momento, quindi se sono desideroso di formarmi un’idea a riguardo mi documento, leggo, comprendo e infine espongo la mia opinione sorretta da basi che non sono “l’hanno detto al bar!”, “l’ho letto in un post su internet!”, “l’ha scritto il fan group di Salvini!”, tutte fonti altamente inaffidabili.

Credo che questo sia fondamentale per uscire dalla retorica, francamente insopportabile, di quelli che additano sistematicamente la conoscenza come “un’ostentazione di superiorità” e dal circolo vizioso secondo cui tutto è opinabile e non esistono verità oggettive, cosa profondamente falsa. Comprendere questi concetti e porli alla base di ogni pacifico confronto, politico e non, sarebbe un passo avanti notevole per tutta la nostra comunità.

Articoli scritti da max.frosini