Il sostegno alla famiglia passa anche da nuove regole sui congedi parentali

Alcuni giorni fa sono stati approvati nel Consiglio dei Ministri alcuni Decreti Legislativi di fondamentale importanza per tante famiglie italiane che andranno a migliorare il sistema dei congedi parentali.

Una notizia che è passata un po’ in sordina rispetto all’incidenza che questi provvedimenti possono avere nel sostenere quei nuclei familiari che devono conciliare il lavoro di genitori con l’accudimento dei propri bambini.

Misure significative che riducono le detrazioni sul reddito e quindi incoraggiano a richiedere più facilmente il congedo parentale che si potrà chiedere fino al 12esimo ano di età dei figli.

Rendere più appetibile questo strumento significa anche stimolare l’adesione degli uomini ad attingerne in modo da condividere il carico del lavoro di cura dei piccoli che, al momento, pesa quasi esclusivamente sulla madre.

Occorre incentivare una trasformazione culturale che impegni anche i padri ad assumersi gli oneri, ma anche il piacere di stare a casa con i figli, in modo da non sacrificare sistematicamente gli impieghi delle mamme troppo spesso costrette ancora a richiedere un part-time o perfino a lasciare il lavoro per accudire i bambini.

Le modifiche apportate possono presentare interessanti opportunità e stimolare anche una nuova idea di paternità che potrebbe essere rafforzata rivedendo anche il “congedo paterno” che prevede al momento il risicato limite di 10 giorni per stare a casa col nascituro. Ripensare a questo valido strumento nell’ottica di responsabilità condivise e carichi di accudimento più equamente distribuiti sarà di sicuro giovamento a molte famiglie italiane e porterà benefici sia alla nostra società che vedrà più donne conciliare lavoro e cura dei figli e ai bambini stessi che fin dai primi mesi e fino a qualche anno di età potranno contare sulla presenza più marcata di entrambi i genitori.

Articoli scritti da Lucia Ciampi