Ironia e saggezza sono superiori ad ogni squallida provocazione

Una grande donna che ha visto l’orrore con i suoi occhi che ha assistito a atrocità inenarrabili non può essere certo scalfita dalle parole di un omunculo che fa dell’odio la sua unica arma di comunicazione.

Matteo Salvini nell’Aula di Palazzo Madama, di fronte all’Italia e in un consesso quanto mai delicato per le sorti del Paese non smentisce il suo caricaturale atteggiamento provocatorio e populista arrivando a dichiarare durante il suo intervento testuali parole “Ricordo ai senatori a vita che legittimamente voteranno la fiducia ai grillini cosa diceva il loro leader di loro: ‘Non muoiono mai, o almeno muoiono troppo tardi’, che coraggio che avete…”.

La migliore risposta a questa invettiva che non merita neppure di essere commentata e che testimonia, una volta in più, la scarsa sensibilità e il grande astio che caratterizza il leader del Carroccio, arriva da una saggia 90enne che ha conosciuto le violenze di Auschwitz, Liliana Segre. La senatrice si è limitata ad ironizzare spiegando che vista la sua scaramanzia “uno che dice così è una bellezza, mi allunga la vita, da questo punto di vista, ho 90 anni e va bene”.

Lo spessore morale di una persona non si misura con i consensi che cerca di raccattare ovunque, anche in maniera squallida, ma con un’esperienza di vita e una tranquilla saggezza che il povero Capitano può solo sognare di avere.

Articoli scritti da max.frosini