Ius Scholae, una legge di civiltà

Mercoledì 29 Giugno sono intervenuta nell’Aula di Montecitorio in merito alla discussione sulle linee generali del testo di legge sulle nuove norme di cittadinanza. In quel consesso ho avuto modo di esprimere il mio pensiero sullo Ius Scholae, una legge di civiltà e non un’arma di distrazione di messa come amano ripetere da tempo i partiti di destra.

Il testo della norma è chiaro e semplice: i figli di cittadini stranieri che sono nati in Italia e sono residenti in Italia (o che vi si sono trasferiti entro i 12 anni di età) e che hanno frequentato regolarmente per almeno 5 anni uno o più cicli scolastici, devono essere riconosciuti cittadini italiani.

Dopo 4 anni di discussione in Commissione, finalmente si è potuto discutere di questa legge nell’Aula di Montecitorio. E qualche formazione politica che guarda più ai consensi elettorali che al Paese reale fa finta di non accorgersi che questa norma va toccare la situazione di migliaia di giovani studenti che vivono da tempo in Italia, che parlano correttamente italiano, che hanno amici italiani con cui hanno frequentato le scuole per un periodo non certo irrilevante, ma che vivono ancora in una situazione di precarietà esistenziale proprio perché non possono essere cittadini italiani. Una condizione che genera inevitabilmente discriminazioni e disuguaglianze inaccettabili.

Per anni il dibattito di Commissione è stato rallentato da tatticismi incomprensibili, da comportamenti insopportabili, ma soprattutto da proposte emendative inqualificabili come quelle di dare la cittadinanza solo a quegli studenti stranieri che superavano l’esame di terza media esclusivamente con il massimo dei voti, o a quelli che erano in grado di sostenere prove scritte e orali sulle tradizioni popolari più rinomate, sulle sagre tipiche italiane, sui prodotti tipici o sulle usanze regionali del nostro Paese.

Ci sono deputati in Parlamento che hanno proposto questo, giocando sulla vita di tante bambine e bambini. Ritengo che fare propaganda sulla pelle di giovani studenti sia spregevole e che quei politici d destra avversi allo Ius Scholae dovrebbero avere il coraggio di guardare negli occhi quelle bambine e quei bambini a cui intendono negare la cittadinanza italiana e i diritti che ne conseguono.

Qua sotto il video del mio intervento.