La “bestia” che ha drogato la politica italiana

La vicenda che ha coinvolto Luca Morisi, responsabile della comunicazione della Lega e di Matteo Salvini, nonché ideatore della cosiddetta “Bestia” è nota all’opinione pubblica e da giorni occupa la cronaca dei principali quotidiani nazionali.
Al di là del fatto, credo ormai assodato, che questa persona faccia uso di droga e che abbia effettivo bisogno di aiuto, non intendo scendere sul piano giudiziario della vicenda che lo tira in ballo, benché trovi il termine “cessione di droga” perlomeno edulcorato.
La colpa che riconosco a Luca Morisi è però quello di aver svilito la politica italiana, di aver clamorosamente abbassato il livello culturale del dibattito, di aver impostato una comunicazione basata sui trend topic piuttosto che sui contenuti, di aver cavalcato fake news e assecondato gli istinti peggiori che circolavano sul web solo per creare traffico e consenso. E così un giorno Matteo Salvini avallava l’ipotesi (quasi fosse una certezza) che il Covid-19 fosse stato creato in laboratorio dai cinesi, il giorno dopo mangiava Nutella, quello successivo augurava la buonanotte dal suo divano guardando l’Isola dei Tradimenti (o un programma dal nome simile), poi ignorando qualsiasi criterio scientifico spiegava “per fare chiarezza” (sic) che le varianti nascono come reazione al vaccino del Covid-19, affermazione smentita da ogni virologo.
Il linguaggio semplicistico, le asserzioni senza fondamento, i “nemici” individuati di volta in volta come bersaglio, le domande retoriche create ad arte per dare libero sfogo alla rabbia dei suoi follower: queste sono alcune delle tecniche usate dal comunicatore della Lega e mutuate da deputati e senatori del Carroccio con post condivisi, retweet e libere interpretazioni del “Salvini pensiero”.
E tutto è diventato uno slogan, un mantra da ripetere all’infinito che banalizza e impoverisce ogni argomento.
La politica non è tifo. Dovrebbe elevare, stimolare la curiosità, accendere la passione di sapere. Perché ogni ambito della nostra vita è meravigliosamente complesso e la politica deve approfondire e dare risposte articolate e puntuali sotto tutti questi aspetti.
I social media sono uno straordinario strumento di comunicazione se utilizzato nel modo giusto per veicolare pensieri, idee, opinioni supportate da competenze e conoscenze, altrimenti diventano un meccanismo infernale capace di creare un effimero consenso e di sgretolare persone, cosa che lo stesso Morisi credo stia vivendo, in questo momento, sulla sua pelle.
Non è mai troppo tardi per invertire questo paradigma. Serve una piccola rivoluzione culturale che può passare anche dai social, attraverso un loro uso più consapevole e ragionato. Spero che la Bestia possa andare in letargo e che possiamo mettere da parte anche quei “guru della comunicazione” che in realtà più che insegnare, dovrebbero imparare…a vivere.

Articoli scritti da Lucia Ciampi