La cura e l’odio

La cura e l’odio. Termini antitetici difficili da tenere insieme per delineare una sola vicenda, invece dal mio punto di vista sono quelli che meglio descrivono quello che è accaduto a Calcinaia, quando poco prima della fine di una parte dei lavori di risanamento del ponte sull’Arno uno striscione è stato appeso alla recinzione del cantiere.
Ho preferito non esprimermi immediatamente sulla vicenda, ma adesso ad alcuni giorni di distanza e con l’infrastruttura tornata nuovamente percorribile, credo sia il caso di farvi partecipi delle riflessioni che ho maturato in merito.
E partirei proprio dalle parole contenute in quel lenzuolo che intendo trascrivere per cercare di comprendere il livello di chi lo ha escogitato: ‘faceva, fa e farà “cagare”, via i comunisti da governare’.
Quello che salta subito agli occhi è la mancanza di rispetto che si tramuta in odio nel volgere di una rima sciatta, povera e triste. Si parla di un ponte costruito tanti anni fa per unire due parti del nostro territorio, un ponte realizzato per garantire ai cittadini del Comune di Calcinaia, ma anche a tanti altri della Valdera, una migliore viabilità, la possibilità di andare da una parte all’altra dell’Arno più facilmente. Senza prendere in considerazione l’impegno, la ferma volontà che ha portato a costruire questa infrastruttura si dice semplicemente che ‘faceva cagare’, un termine quantomai “aulico” che denota quanto sia facile disdegnare e quanto sia più complicato invece pensare, considerare la storia e gli accadimenti che hanno permesso di arrivare dopo anni al compimento di un’opera fondamentale per il territorio.
Del resto offendere è molto più semplice che comprendere e da certi striscioni si capisce che c’è chi non ha mi cercato di fare il minimo sforzo in questa direzione. Dal disprezzare all’odiare il passo è breve e l’autore o gli autori di questo lenzuolo lo compiono con disinvoltura nell’arco di una frase.
Il “via i…da…” è la forma di odio più comune, quella più lampante. In questo caso la matrice è politica e fa intuire che chi ha scritto certe parole sia un facinoroso di destra, ma soprattutto evidenzia ancor più la pochezza di pensiero e di argomentazioni. Questo striscione non rappresenta una forma di dissenso, è solo la manifestazione di una frustrazione repressa di qualcuno che cerca rivalsa ed un briciolo di visibilità.
L’altra faccia della medaglia di questa vicenda è però la cura e l’attenzione mostrata da chi ha scelto il bene della propria comunità rispetto a tutto il resto. E’ innegabile che la chiusura di un ponte come quello sull’Arno a Calcinaia crei disagi a molti cittadini, ma ci sono decisioni che si prendono non a cuor leggero per il bene e la sicurezza di tutti. Come ho già avuto modo di affermare, nel 2014, tra la fine del primo e l’inizio del mio secondo mandato da Sindaca di Calcinaia abbiamo attenzionato il ponte, abbiamo commissionato studi per valutarne lo stato e pensato a come intervenire per renderlo sicuro. Per un Comune come il nostro essere proprietario di un ponte di questa rilevanza è un’anomalia. Un’anomalia che comporta spese ingenti, lavori non semplici da effettuare e pesanti responsabilità. Di tutto questo si è fatto carico il Sindaco Cristiano Alderigi e l’attuale amministrazione che ha voluto intervenire e si è impegnata per risanare un’infrastruttura di cui può beneficiare la collettività. E il ponte sarà ulteriormente migliorato per essere ancora più fruibile e bello. Magari ad alcuni farà ancora “cagare”, ma sarà sistemato con cura, sarà più sicuro da percorrere a piedi e in bicicletta e migliorerà la qualità della vita di tanti cittadini.

Articoli scritti da Lucia Ciampi