La decrescita infelice

14 trimestri positivi e poi, per sfortuna, è arrivato il Governo di Lega e 5 Stelle. Non c’è che dire Salvini e Di Maio, noncuranti delle raccomandazioni di tutti gli economisti italiani, hanno adottato le loro misure e alla fine sono riusciti a portare l’Italia in recessione. Una recessione tecnica confermata dall’Istat che ha ratificato il -0,2% di crescita del PIL del nostro paese nel quarto trimestre. Dato che conferma la contrazione di due trimestri consecutivi, quelli in cui il Governo giallo-verde ha preso il timone dell’Italia. Ora c’è solo da aspettarsi che Di Maio se la prenda anche con i cattivoni dell’Istat (come ha fatto con BankItalia) o che insieme a Salvini si mettano a cercare capri espiatori come l’Europa o il Partito Democratico o il Fantasma Formaggino a cui attribuire ogni responsabilità. L’Italia è in recessione. L’anno scorso crescevano dell’1,6%, adesso il paese è fermo. Da quando c’è il governo M5S-Lega (ed anche questi sono dati Istat) ci sono 76 mila occupati in meno, 123 mila contratti a tempo indeterminato in meno, 84 mila precari in più. Tutto questo da Maggio a Dicembre 2018. A quanto pare i dati sono più forti della propaganda.
Questo si inserisce nel quadro idilliaco della nostra economia che vanta uno spread costante attorno a quota 250 (il secondo peggiore in Europa. Ci batte solo l’Ungheria, nazione-modello di Salvini) e che non può contare neppure su uno straccio di visione per il rilancio del settore industriale. Per cui appena dopo le elezioni europee (occorrerebbe correre ai ripari prima, ma il Governo non lo farà per non risultare impopolare alle urne. Non a caso sono populisti) l’Italia dovrà predisporre una bella manovra collettiva, ovvero prelevare altri soldi dalle tasche degli italiani per sostenere la crescita. Di Maio ha parlato di “boom economico”, ma tutti hanno frainteso le sue parole. Quel “boom” era onomatopeico e faceva riferimento all’esplosione dei conti pubblici del nostro paese
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Articoli scritti da max.frosini