“La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale”. Un anno dopo le parole di Liliana Segre

Il 30 gennaio 1944 Liliana Segre e suo padre sono stati deportati da Milano al campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Liliana non rivide mai più suo padre e neppure i suoi nonni deportati solo qualche mese prima. E’ stata nominata senatrice a vita dal Presidente Sergio Mattarella per aver “illustrato la Patria con altisismi meriti nel campo sociale”.

Adesso è costantemente vittima di insulti e attacchi abbietti sui social e non solo. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune dichiarazioni di Liliana Segre rilasciate poco più di un anno fa alla rivista l’Espresso in merito alle espressioni di odio rivolte sui social proprio al nostro Presidente della Repubblica in quel momento vittima di attacchi di alcune forze politiche.

Credo siano parole molto attuali che possono far riflettere: “Ci sono i tempi che consentono a queste persone di comportarsi così. C’è stato un tempo dopo la guerra, dopo l’orrore di milioni di morti, che queste parole e questi comportamenti sono sembrati sparire. Sono arrivate altre esigenze, la gente ha pensato all’arricchirsi, a farsi notare. La bellezza, il consumismo, il successo, essere qualcuno, sono diventati idoli. Poi gli idoli cadono e nel vuoto sono tornate parole antiche. […]

Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos’è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c’è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui. […]

Io ho un’idea fissa. Chi entra nel memoriale della Shoah trova scritta una parola: indifferenza. Da senatrice ho depositato un disegno di legge per istituire una commissione parlamentare bicamerale di monitoraggio e di controllo sugli “hate speech”, i discorsi d’odio. Un invito che il Consiglio d’Europa ha fatto ai 47 Stati membri, il nostro sarebbe il primo caso. Le parole d’odio sono l’anticamera della fine della democrazia. L’imbarbarimento del linguaggio è arrivato a livelli intollerabili. […]

Articoli scritti da max.frosini