La democrazia vince sull’odio. Mai fiancheggiare il lato oscuro del populismo

Non è il momento di essere timidi, ma quello di tirare una grande riga di demarcazione tra ciò che rientra nei limiti di una dialettica politica e quello che, francamente, è intollerabile per una democrazia.

Salvini ha dichiarato che “la violenza non è mai la soluzione”, mentre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha espresso l’auspicio che “le violenze cessassero subito come chiesto dal presidente Trump”.

Raccomandazioni decisamente tiepide per chi, sopratutto sui social, è abituato a ben altro linguaggio. Quasi tutti i leader mondiali da Angela Markel a Boris Johnson hanno bollato come deplorevole il fatto che Trump non abbia riconosciuto la sconfitta e abbia sollevato dubbi sull’esito delle elezioni. Il populismo cavalcato da un leader osannato dalla destra italiana ha mostrato al Mondo un estremismo non conciliabile con i valori della democrazia.

E’ arrivato il tempo di essere risoluti contro i facinorosi, di condannare espressamente ogni teoria complottista destituita di ogni fondamento, di non dare adito o peggio ancora alimentare fake news.

Serve un impegno comune di tutte le forze politiche in questo senso. Non si può procrastinare una chiara e netta presa di posizione. Nessuno dimentichi dove può portare il populismo. La democrazia è fragile, vive di equilibri tra poteri. Lo stato di diritto va difeso e non offeso e vilipeso.
Dopo l’assalto al Campidoglio, il Congresso USA ha proclamato Joe Biden nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America e Kamala Harris vice Presidente. Ripartiamo da qui, dalla democrazia che vince l’odio.

Articoli scritti da Lucia Ciampi