La Meloni in “corto circuito elettorale” evoca perfino lo spirito di Ceausescu

Siamo a pochi giorni dal voto e stanno cadendo alcune delle maschere costruite appositamente per ingentilire alcuni candidati in vista delle consultazioni. Il caso di Giorgia Meloni credo sia il più eclatante. Mansueta, cordiale, atlantista, europeista fino a poco tempo fa adesso è tornata ai suoi comizi “di pancia” lanciando gravissime accuse generiche proprio per evitare di entrare nel merito delle questioni.
La leader di Fratelli d’Italia accusa, non si sa chi (ma a logica dovrebbe essere il Governo dimissionario) di essere come lo storico dittatore rumeno Ceausescu. Un’evocazione patetica, ridicola che viene proprio da chi rifugge da etichette del passato che le sono state affibbiate.
Sembra evidente che la mancanza di argomenti della Meloni l’abbia riportata sulla sua “via maestra”, quella dei toni aspri del comizio di “Vox”. Si parla di nuovo a slogan. E si attacca tutti.
Il profilo che torna a mostrare la leader di Fratelli d’Italia è ben lontano da quello che dovrebbe avere un Presidente del Consiglio. Mi auguro che gli italiani possano riflettere su questo e fare le scelte più opportune in vista delle elezioni di Domenica 25 Settembre.