La politica del capro espiatorio

Qualche anno fa, nel periodo pre elettorale, quello che ha anticipato le elezioni comunali a Pisa, l’immagine della Lega era quella di una compagine spaccona, autoreferenziale, improntata esclusivamente alla delegittimazione dell’avversario politico a cui si attribuivano tutte le criticità e anche la volontà di non risolverle.

Il deputato Ziello, il candidato Sindaco e l’allegra combriccola dei sodali di Salvini, al primo posto del proprio programma di governo, avevano inserito il tema della sicurezza e naturalmente millantavano con sicumera di poter in breve tempo mettere a posto le cose. E’ probabile che tutte le loro speranze fossero concentrate nell’arma segreta dell’idropulitrice, mezzo in grado di ripulire, in effetti, una piazza quanto di far scivolare i cittadini.

A distanza di pochi anni dalle elezioni del Sindaco silente/assente Michele Conti, appare facile constatare che in termini di sicurezza la situazione a Pisa è peggiorata. La cronaca di questi giorni lo conferma. E non solo. Per arginare questo fenomeno Sindaco e Giunta hanno pensato bene di concede due ore in più a locali e minimarket per la vendita da asporto delle bevande alcoliche e di posticipare anche l’orario di chiusura dei locali alle 1 che diventano l’1.30 il venerdì e il sabato. Tutte misure che contrastano con le richieste dei cittadini, ma forse accontentano qualche amico delle associazioni di categoria.

Che la situazione sia fuori controllo lo dimostrano i casi di cronaca, con accoltellamenti, risse, furti. Addirittura i residenti e i commercianti del quartiere di Vettovaglie definiscono l’attuale stato delle cose un “far west”. Appare evidente che l’attuale amministrazione non sia in grado di gestire alcunché, ecco allora che torna un vecchio leitmotiv del deputato Ziello, ma tipico di tutti gli esponenti del carroccio, “l’invocazione dell’esercito”.

Un vecchio adagio da ripresentare, ma solo quando al Ministero dell’Interno non c’è Salvini (per non metterlo in difficoltà). Non solo, ma Ziello ha il coraggio, a due anni esatti di distanza dall’elezione del Sindaco-fantasma Conti, di continuare ad attribuire demeriti alla Giunta precedente, piuttosto che ammettere l’assoluta inefficacia di quella attuale.

Sostiene addirittura che il Comune sia un “capro-espiatorio”. Eppure le dichiarazioni della campagna elettorale di due anni e mezzo fa erano “leggermente” diverse. L’autocritica però, si sa, non fa parte del Dna della Lega e del suo leader. Meglio negare ogni responsabilità e indicare altri come “colpevoli”. Lo stile Carroccio non si smentisce mai.

Articoli scritti da max.frosini