La Russia chiude i rubinetti. Chi offre proposte concrete per scongiurare la crisi e chi continua con la sua propaganda

Un’urgenza che si avverte forte in tutto il Paese, che ha già presentato il conto a tante aziende e spaventa tutti gli italiani. Il prezzo del gas è salito alle stelle dopo il conflitto in Ucraina, le dichiarazioni di Putin e dopo l’annunciata chiusura del gasdotto partita proprio oggi.
Le previsioni per il futuro sono pessime e si prospetta che Putin chiuda tutti i rubinetti creando gravi disagi all’Europa e non solo. Scelte scellerate a cui il nostro continente deve saper reagire con le armi dell’ingegno e della progettazione. Il frutto di questo lavoro si potrà vedere però solo fra qualche anno, mentre c’è la necessità di intervenire subito per difendere le famiglie italiane e le nostre imprese da un ulteriore intollerabile aumento delle bollette.
L’Europa si sta muovendo e sta pianificando un intervento di emergenza che porterà ad una riforma strutturale del mercato elettrico europeo. Si sta valutando la possibilità di disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, una possibile tassa europea sui profitti extra delle compagnie energetiche e l’eventualità di fissare un tetto massimo al prezzo del gas in scala UE.
A livello nazionale c’è chi come il Partito Democratico sta affrontando con estrema serietà la questione. La proposta è un piano articolato in 5 punti che parte dal tetto nazionale al costo delle bollette elettriche, per arrivare al contratto “luce sociale” per imprese mediopiccole e famiglie con redditi medio bassi, passando per una politica di serio risparmio energetico, fino al raddoppio del credito d’imposta per compensare gli extra costi di gas e luce per favorire le imprese. Misure di buonsenso da prendere in un momento eccezionale come quello che stiamo vivendo.
Misure valide e credibili, più delle promesse di chi ha fatto cadere il Governo Draghi (M5S, Lega e Forza Italia) e ora auspica un intervento risolutore del premier dimissionario, e molto più credibili anche di chi fino a pochi giorni si dichiarava contrario al rigassificatore a Piombino (come Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia) e poi dopo un’incredibile inversione ad “U” parla di un’opera necessaria.
Le questioni si possono affrontare in due modi: facendo leva sulla propaganda per renderle banali, oppure analizzandole cercando di trovare soluzioni magari più complesse, ma decisamente migliori.
L’Italia deve garantirsi uno stoccaggio adeguato di energia per affrontare serenamente il prossimo anno. Servono impianti che possano garantire questi rifornimenti da dismettere quando questa necessità verrà meno, quando cioè saremo autosufficienti, avremo spinto al massimo sulle energie rinnovabili e ci saremo affrancati dal carbon fossile.
Ci sono proposte serie e concrete come quelle del PD e invenzioni elettorali destinate a schiantarsi al primo contatto con la realtà. Accorgersi dei due tipi di approccio ai problemi del Paese è molto semplice almeno dal mio punto di vista. Speculare sulle difficoltà di cittadini e imprese è invece ignobile. Servono soluzioni al più presto. Solo dando credito alle istituzioni europee e facendo la nostra parte in Italia possiamo uscire da queste gravi criticità che riguardano il nostro presente e il nostro imminente futuro.