La scelta

La scelta. Non mi riferisco a quella del programma televisivo Uomini&Donne, ma a quella che lunedì dovrà fare la base del Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau per decidere se il Ministro dell’Interno Salvini potrà essere processato per il caso Diciotti. Ogni volta questa maggioranza riesce a stupire. In pieno stile “Governo del Tentennamento” riesce sistematicamente a non prendere alcuna decisione di carattere politico e, nel caso specifico, si arriva al paradosso di fare appello alla democrazia diretta della rete per scegliere “se il potere legislativo deve dare il permesso al potere giudiziario di processare il potere esecutivo”.

Questo è il caso in cui sarebbe auspicabile invocare il “quarto potere”, non mi riferisco a quello dell’informazione (sollecitato ogni ora a trattare argomenti diversi a secondo delle uscite poco felici dei vari esponenti di Governo), quanto piuttosto al potere del buonsenso.

La politica è fatta di decisioni. Molto spesso anche dolorose. Sono le motivazioni però che devono sostenerle. E le responsabilità che ne conseguono, sono quelle che dimostrano il valore di una forza politica. L’esecutivo fino ad adesso si è distinto esclusivamente per proclami e per l’immensa capacità di distrarre l’opinione pubblica, di passare velocemente da un tema all’altro senza mai dare risposte concrete ai cittadini. Si gioca tutto sui singoli episodi. Come al poker si punta tutto sull’azione eclatante o sulla dichiarazione ad effetto. Se invece andiamo a leggere i risultati vediamo che il paese è in recessione, non è affatto più sicuro di un anno fa ed è fermo dal punto di vista infrastrutturale. In 9 mesi ci hanno portato allo sfascio e anche questo lunedì hanno scelto di non scegliere.

Articoli scritti da max.frosini