La scuola post-epidemia: la tecnologia ci può aiutare, la cultura ci può salvare!

Questa emergenza epidemiologica ci ha messo di fronte a sfide difficili, ma che dobbiamo affrontare con rinnovato spirito e con una predisposizione ad aprirsi al “nuovo”.

Una delle più importanti istituzioni del nostro paese, la scuola, non è immune da questo cambiamento che, di fatto, è già in atto.

Meglio fugare ogni dubbio e dire che forse non eravamo del tutto preparati ad una rivoluzione così radicale. Internet, tablet, pc, smartphone usati in maniera corretta e sensata, oltre a limitare il nostro isolamento, adesso sono diventati a tutti gli effetti anche portatori di sapere!

Nell’anno della pandemia le classi sono diventate virtuali. Ma pensiamoci un attimo. Se è vero che tante aule reali sono oggi dotate di Lavagne Interattiva Multimediali (LIM) è altrettanto vero che questi strumenti spesso non venivano utilizzati o, se lo erano, ci si limitava al loro uso per la video proiezione.

Fino all’arrivo di questa pandemia l’informatica nelle scuole dell’obbligo non recitava un ruolo da protagonista. Questa difficoltà ci ha però insegnato che l’uso di determinate strumentazioni può aiutare e supportare l’insegnamento. Per sviluppare una proficua didattica online, oltre a tablet, pc e smartphone serve però una rete ottimale che colleghi in maniera efficiente tutto il nostro paese. E anche da questo punto di vista occorre fare veloci passi in avanti. Qualcosa si sta muovendo, ma la fibra deve arrivare ovunque , favorire le connessioni e garantire un rapido accesso a tutti i contenuti.

La scuola terminerà a giugno. Le lezioni si tengono adesso. La legge della Buona Scuola, lungimirante da questo punto di vista, aveva introdotto bonus da spendere per supporti multimediali. C’è chi ha sfruttato al meglio questa opportunità e chi non se ne è avvalso e adesso confida nella buona volontà degli insegnanti per mandare avanti la barca.

Questa emergenza, in un modo o nell’altro, presto finirà. E’ il caso di pensare da subito al dopo. A quel che di buono sta generando il cambiamento in atto e a come assimilarlo facendolo diventare un metodo didattico.

La scuola, con tutte le sue contraddizioni, resta il più grande serbatoio di futuro del nostro Paese. Credo che nel post-epidemia, i maggiori sforzi dovranno essere concentrati in quest’ambito per non disperdere quello che si è fatto, per ripartire con la consapevolezza che la tecnologia ci può aiutare e che la cultura ci può salvare.

Articoli scritti da max.frosini