La storia di Agitu. L’esempio di una donna tenace che non può andare perduto

Ci sono storie che faticano ad avere una voce o il giusto risalto, eppure sono emblematiche di come razzismo e sessismo rappresentino i semi del male del nostro Mondo.
Agiut Gudeta, era una donna con uno spirito indomito, un carattere deciso ed una mente brillante. Era arrivata in Italia a 18 per studiare sociologia all’Università di Trento e poi è ripartita per l’Etiopia da cui è stata costretta a fuggire perché aveva denunciato il fenomeno di accaparramento di terre da parte delle multinazionali a danno degli agricoltori locali.
Rientrata in Italia si è ricostruita una vita prendendo un terreno in stato di abbandono a Frassilongo che ha convertito in fattoria agricola allevando un gregge di capre Mochena, razza che altrimenti sarebbe stata destinata all’estinzione. Aveva chiamato la sua fattoria “La capra felice” e questa incredibile storia di vita le era valsa anche una candidatura al premio “Luisa Minazzi” come ambientalista dell’anno. Agitu è stata uccisa pochi giorni fa a martellate per mano di un uomo, un suo dipendente.
La sua vicenda è quella di una donna fiera, risoluta che ha lottato per le sue idee e con caparbietà è riuscita a realizzarle sconfiggendo ogni pregiudizio, soprattutto quelli legati al razzismo e al sessismo. Il suo esempio non deve andare perduto. A noi il dovere di ricordare la sua storia e di tramandarla affinché certi episodi non si ripetano, per fare in modo che quello i semi di tenacia, volontà, determinazione da cui Agitu ha fatto nascere la sua azienda agricola a Frassilongo siano molto più forti e robusti di quelli del male che cercano di attecchire nel nostro paese.

Articoli scritti da max.frosini