La stretta via d’uscita ad un conflitto devastante

In questa guerra a cui guardiamo con timore e preoccupazione c’è un aggressore e un aggredito, c’è un governo legittimamente eletto e c’è qualcuno che lo disconosce, c’è chi combatte per espandere il proprio territorio e chi cerca di difendere con le armi la propria libertà.
Questi piani devono essere assolutamente chiari e distinti quando intendiamo parlare del conflitto tra Russia e Ucraina.
Ogni considerazione pregressa e anche sensata con cui si intende motivare l’aggressione di Putin, passa in secondo piano rispetto ad una realtà che ci parla di grandi città come Kiev, Kharkiv e Odessa accerchiate, bombardate e distrutte in buona parte da un invasione militare.
E’ impossibile non solidarizzare con l’Ucraina, non parteggiare e non supportare la loro legittima resistenza popolare. Come del resto sarebbe ingiustificabile non condannare Putin, le sue minacce, la sua sanguinosa aggressione.
Adesso però è il momento di pensare a come uscire da questa pericolosa escalation di violenze che lascerà sul campo solo morti, distruzione e paura. L’Europa sta sostenendo il governo di Kiev con rifornimenti militari, ma è chiaro che questo non servirà a fermare la guerra.
L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, cosa ben diversa dalla sua eventuale adesione alla NATO, potrebbe offrire garanzie che anche Putin in passato aveva mostrato di tollerare. Questo oltretutto non comprometterebbe un futuro status di neutralità dell’Ucraina. Mi auguro che sia una soluzione possibile. Sarebbe il caso di percorrerle tutte per fermare un conflitto che rischia di trascinare il Mondo che conosciamo in un pericoloso crinale di guerra perpetua.