L’assalto alla democrazia

Quando ad essere letteralmente “attaccata” è una delle sedi della più rappresentativa democrazia occidentale, è chiaro che siamo di fronte ad un fenomeno senza precedenti.

Quello che è accaduto a Washington nella Capitol Hill il giorno in cui si sarebbe dovuta proclamare l’elezione di Joe Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, è semplicemente inaudito e credo sia un’onta per tutti gli USA.

E’ inutile fare appello ad ogni possibile sofismo, si tratta di un atto sovversivo compiuto da “terroristi interni” che lo stesso Donald Trump ha definito “suoi elettori”. L’ex Presidente non ha mai riconosciuto, salvo fare retromarcia solo a tragedia avvenuta, la sconfitta elettorale, continuando a esacerbare la rabbia dei suoi sostenitori.

Tra coloro che hanno assediato e fatto irruzione nel Campidoglio ci sono seguaci della teoria Qanon, la teoria del complotto di estrema destra secondo cui esisterebbe un’ipotetica trama segreta per spodestare il tycoon.

All’interno del Parlamento americano è entrata anche la bandiera confederata, particolarmente apprezzata dalle aree neonaziste e i disordini, come sappiamo, sono frutto di una campagna folle animata dallo stesso Trump, che senza alcuna prova tangibile, riteneva di aver ottenuto una landslide victory e che il risultato delle elezioni è stato frutto di brogli.

Questa terribile vicenda che, è bene ricordarlo, ha causato anche la morte di alcune persone, resterà una macchia indelebile nella storia della democrazia statunitense.

Non condannare fermamente questa insurrezione, non prendere le distanze da chi l’ha istigata, significa non comprendere il pericolo a cui rischiamo di esporre la nostra civiltà.

Articoli scritti da Lucia Ciampi