L’Assessore e il Professore

Ho presentato un’interrogazione parlamentare in riferimento alle scioccanti dichiarazioni rilasciate su Facebook dal Prof. Doroni, invitato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Andrea Buscemi a fare da relatore in occasione della Giornata del Ricordo.

Una vicenda incresciosa che umilia la scuola e le istituzioni. E’ il momento di chiamare le cose con il proprio nome. Chi fa commenti come quelli del Prof. Doroni che parla di ‘crani da fracassare’, dell’ANPI come un ‘bubbone da gettare ai cani randagi’, della Kyenge come una ‘scimmia berciante’ è xenofobo, razzista e istiga all’odio. Sono frasi inammissibili per chiunque, non importa dove sono state scritte. I post di Facebook sono pubbliche piazze dove parlare di sé, non luoghi privati in cui nascondere le proprie opinioni. Ed è ancor più grave, a mio avviso, se a farlo è un professore di italiano e storia di un istituto superiore. Una persona del genere difficilmente può trasmettere cultura ai propri studenti. Il principio base di ogni cultura è il rispetto e chi non ha rispetto non può trasmettere cultura. Un’equazione molto semplice per cui ho depositato un’interrogazione in Parlamento per chiedere di avviare un’ispezione in relazione al comportamento di Stefano Doroni in qualità di docente di un istituto pubblico.

Oltretutto pensare di invitare ad un evento pubblico che aveva l’intenzione di commemorare la Giornata del Ricordo un relatore come il Prof. Doroni è inqualificabile. Andrea Buscemi dimostra, ancora una volta, di non essere all’altezza della carica istituzionale che gli è stata affidata. Non basta certo dichiarare che non era a conoscenza di certe espressioni, considerato che egli stesso ha ammesso di essere un grande amico di Stefano Doroni. Ebbene gli amici si scelgono, anzi, come si suol dire, gli amici sono la famiglia che ci si sceglie. E un amico di Buscemi con i suoi pensieri e le sue parole ha esposto la città di Pisa ad un’altra gogna pubblica. La città di Galileo, della Scuola Normale Superiore, del sapere è di nuovo salita alla ribalta nazionale come luogo in cui covano ignoranza e intolleranza, una città in cui si cerca di dar voce a portatori di questi disvalori. Un assessore alla cultura con un minimo di orgoglio personale avrebbe già dovuto dimettersi dopo aver trascinato Pisa in questa volgare querelle. D’altra parte con un Sindaco ombra come Michele Conti, tutto pare essere tollerato. Il primo cittadino ha solo tenuto a precisare che questa iniziativa era stata organizzata dall’Assessorato alla Cultura poi, come sempre, è svanito. Quando ci sono da prendere decisioni serie e importanti, il primo cittadino si eclissa, diventa l’uomo invisibile. Pochi giorni fa il caso Laurora in Consiglio Comunale che non onora la memoria delle vittime della Shoah, adesso un professore razzista invitato per celebrare la Giornata del Ricordo. Il Sindaco Conti non fa niente se non prendere le distanze. Pisa merita di meglio.

Articoli scritti da max.frosini