Lavoro + sicuro, lavoro + stabile = meno morti

Il 10 Ottobre si è celebrata la 71esima Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Un momento assolutamente significativo per fare il punto della situazione che arriva circa due settimane dopo il 28 Settembre. In questa data, nell’arco di appena 24 ore si sono registrati sei decessi di persone che stavano semplicemente svolgendo la loro attività, tra cui anche un agricoltore in Provincia di Pisa.
E’ dal 1950 che si è compreso quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ innegabile che si siano fatti molti passi avanti dalla metà dello scorso secolo ad oggi, ma se solo nel 2021 da Gennaio a fine Settembre si registrano ben 680 morti in Italia, è evidente che c’è ancora molto da fare.
Il più alto numero di vittime si conta nelle regioni del Sud, seguite da quelle del Nord Est, del Centro Italia e infine del Nord Ovest.
Si tratta di persone che molto spesso svolgono lavori faticosi e pericolosi e, altrettanto frequentemente, sono incidenti più che si verificano per la mancanza dei requisiti di sicurezza necessari. Altra statistica non trascurabile è quella che attesta che l’86% delle vittime è assunta con contratto precario. Dati alla mano, credo sia fondamentale per ridurre drasticamente questi numeri spaventosi, puntare sulla prevenzione e la formazione. Occorre insistere affinché le imprese si dotino delle necessarie misure di sicurezza e far comprendere ai lavoratori quanto sia essenziale pretendere gli adeguati dispositivi e utilizzarli.
Non si può morire per velocizzare una produzione, perché un casco dà fastidio o perché qualcuno non fornisce attrezzature idonee all’impiego che si svolge. Penso sia evidente inoltre l’importanza di riformare il mondo del lavoro affinché i contratti a tempo indeterminato non diventino una bella eccezione, ma la regola.

Articoli scritti da Lucia Ciampi