Le amicizie pericolose

Molte prove fanno spesso un indizio. Che i rapporti tra la Lega di Matteo Salvini e la Russia di Putin siano fin troppo cordiali, soprattutto in un momento critico e cruciale come questo, appare fin troppo evidente.

Le magliette da ultras di Putin e a favore della Russia mostrate alla Duma, le dichiarazioni testuali per cui si è detto disposto a “Cedere due Mattarella per mezzo Putin”, i presunti fondi russi destinati al partito del Carroccio, la notizia secondo cui un’interrogazione parlamentare della Lega sarebbe stata dettata da un’oligarca russo, la difficoltà a pronunciare perfino il nome di Putin dopo lo scoppio del conflitto, la missione salvifica che il Capitano voleva intraprendere per fermare la guerra in Ucraina andando direttamente a parlare coi ministri russi, l’intervista di Lavrov che indica l’Italia come l’anello debole dell’Occidente per destabilizzare l’Europa e adesso nuove rivelazioni sull’interessamento russo rispetto alla stabilità del Governo Draghi.
Credo che ogni persona dotata di buonsenso, ripercorrendo questa lunga sfilza di eventi, possa avere legittimamente dubbi sui legami che intercorrono tra la Lega di Salvini e la Russia di Putin.
Rapporti che un vero “patriota” non dovrebbe aver problemi a chiarire di fronte ai suoi concittadini, per sgomberare il campo da ogni possibile perplessità.
Già perché ci sono impronte della lunga mano russa in vicende anche internazionali che riguardano partiti anti-europeisti e sinceramente, avere il solo dubbio che un criminale come Putin pronto a interrompere l’erogazione di gas all’Europa possa avere influito su vicende italiane che avranno sicure ripercussioni su tutta la popolazione, a me fa un po’ spavento. Sarebbe molto più tranquillizzante per l’intero Paese sapere che rifuggire ad ogni spiegazione.