Le bandierine che negano la dignità delle donne

Il fatto che con strumentazioni davvero semplici da usare come un cellulare, la casella di posta elettronica e i social, si possa arrivare a ricattare ragazze per non diffondere immagini private a sfondo sessuale che possano ledere la loro dignità, trovo che sia una pratica aberrante.

I cosiddetti reati di Revenge Porn sono ormai una realtà che con un emendamento abbiamo cercato di definire e punire. Purtroppo l’emendamento è stato respinto da Lega e 5 Stelle.

Per questo assieme a tutte le donne dell’opposizione, abbiamo trasversalmente occupato i banchi del Governo in segno di dissenso. Il nostro gesto ha costretto il presidente Fico a rinviare la seduta. Ma la cosa davvero assurda è che mentre in aula il Movimento 5 Stelle bocciava il nostro emendamento, in Senato lo stesso partito aveva organizzato una conferenza stampa per far sapere che a breve avrebbe presentato una legge per istituire il reato di Revenge Porn, vale a dire proprio quello che stava ostacolando alla Camera. Che senso ha, mi chiedo, rimandare a non si sa quando quello che si poteva fare subito? Si tratta di una legge urgente e necessaria. Per questo da Martedì 2 Aprile riprenderemo la battaglia alla Camera, tutte insieme, per difendere i diritti di tutte le donne contro l’ipocrisia di un Governo che, piuttosto che approvare un emendamento dell’opposizione, preferisce rimandare per mettere la propria bandierina su una legge che serve adesso.