Le leggi razziali. 84 anni fa i regi decreti della vergogna emanati a San Rossore

Una macchia che non si può cancellare dalla storia dell’Italia, un’infamia avallata dai regnanti e che è stata voluta da un partito illiberale a cui certe formazioni di stampo poltico cercano ancora di ispirare i propri principi.
84 anni fa, ovvero il 5 Settembre del 1938 furono emanati a San Rossore i regi decreti che sancivano l’attuazione delle ignobili leggi razziali fasciste. Solo 84 anni fa un odio cieco e assurdo stabiliva di escludere le persone di religione ebraica dalle scuole e dalle università.
Fu il prologo di quello che sarebbe accaduto negli anni a venire con la deportazione in massa degli ebrei nei campi di concentramento. E l’intolleranza come sappiamo si spinse ben oltre, arrivò agli oppositori politici, ai rom, agli omosessuali, agli apolidi, ai testimoni di Geova.
Perché quando si comincia ad identificare il male nelle altre persone, si alimenta un odio che risulta difficile controllare.
Con i provvedimenti inseriti nei regi decreti si introdusse il concetto di difesa della razza nella scuola e negli adempimenti istituzionali attraverso la trasformazione dell’Ufficio Centrale Demografico in Direzione generale per la demografia e la razza.
Il partito fascista sdoganò il concetto di razzismo con leggi che furono accolte anche nel silenzio complice di università e scuole, addirittura in alcuni casi furono difese con cognizione scientifica da qualche sedicente studioso.
Il passato non si può cancellare, si possono invece analizzare e conservare nella memoria le impronte che ha lasciato.
Per cui quando certi simboli, certe espressioni, certi atteggiamenti riaffiorano in maniera preoccupante dal passato, l’unica cosa da fare è condannare sempre, indiscriminatamente, senza distinguo, prendendo immediatamente le distanze da qualunque formazione si ispiri al regime fascita. Ne va della nostra storia futura, di quella che ancora dobbiamo scrivere.